Forward ha dedicato un approfondimento alla Prevenzione, per esplorare i cambiamenti che hanno attraversato negli ultimi decenni il concetto stesso di “Prevenzione”, evidenziando criticità e opportunità. Le sollecitazioni poste da una nuova e diversa consapevolezza dei cittadini riguardo la propria salute, le innovazioni farmacologiche – con un numero sempre maggiore di medicinali proposti e utilizzati nell’ambito di strategie di medicina preventiva individuale o di popolazione – richiedono nuove forme di governance, capaci di favorire un accesso equo alla vera innovazione, sostenibilità economica e appropriatezza clinica.

Di fronte a questa complessità, abbiamo deciso di proseguire la discussione organizzando un meeting in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna in programma il 17 febbraio 2026 a Bologna (iscriviti qui). Una riflessione congiunta tra i diversi attori coinvolti – medici, epidemiologi, esperti di politiche sanitarie, farmacisti ospedalieri e dirigenti sanitari – e un’occasione strategica per favorire un dialogo interprofessionale strutturato, con l’obiettivo di tradurre i contenuti dell’approfondimento pubblicato da Forward in strumenti operativi concreti e sostenibili per il sistema salute.

Perché parlare di prevenzione

Come sottolinea anche la nostra Costituzione, la prevenzione è una strategia di salute pubblica fondamentale. Negli anni il concetto di prevenzione è cambiato e oggi ci sono nuove sfide da affrontare. Per questo, dopo aver già dedicato un numero di Forward alla prevenzione, abbiamo deciso di continuare a discuterne: ci vediamo il 17 febbraio 2026 a Bologna. La presentazione di Luca De Fiore, direttore del Pensiero Scientifico Editore ed editor del Progetto Forward.

Il ruolo dell’epidemiologia

Qual è il ruolo dell’epidemiologia nel definire strategie di prevenzione? L’epidemiologia può aiutare anche nel dare indicazioni per prendere decisioni regolatorie? In vista dell’incontro di Bologna sul futuro della prevenzione ne abbiamo parlato con Antonio Addis, Dipartimento di epidemiologia del Servizio sanitario regionale del Lazio, Asl Roma 1, ed editor del progetto Forward.

Farmaci preventivi: le sfide per una Regione

Negli ultimi anni le aree del Governo del farmaco di un’amministrazione Regionale si sono trovate a dover discutere di strategie di medicina preventiva che prevedono l’uso di medicinali: quali sono le sfide? E, in presenza di farmaci preventivi di indubbia efficacia e sicurezza, cosa deve guidare le decisioni regolatorie? Ne abbiamo parlato con Elisa Sangiorgi, responsabile dell’Area governo del farmaco e dei dispositivi medici, Direzione generale cura della persona, salute e welfare, Regione Emilia-Romagna.

One health: la prevenzione al centro

Un approccio globale e intersettoriale alla prevenzione è la strategia più efficace per contrastare l’impatto di future emergenze sanitarie, ridurre l’incidenza delle malattie croniche e, al contempo, contrastare le disuguaglianze sanitarie, sociali ed economiche. Un punto di partenza concreto è rappresentato dall’epidemiologia ambientale quale ambito che ha già sperimentato con successo reti collaborative, integrazione di competenze e produzione di conoscenze utili alla programmazione e valutazione degli interventi. Ne abbiamo parlato con Carla Ancona, Dipartimento di epidemiologia del Servizio sanitario regionale del Lazio, Asl Roma 1, e past president dell’Associazione italiana di epidemiologia.

Prevenire l’infezione da Hiv: l’importanza degli screening

La prevenzione dell’infezione da Hiv ha subito una profonda trasformazione grazie all’introduzione della profilassi pre-esposizione. Oggi la sfida principale risiede nel superare la categorizzazione dei “gruppi a rischio” per adottare un approccio basato sui comportamenti individuali, garantendo un accesso equo e de-stigmatizzato ai presidi preventivi e ai test di screening. Ne parliamo con Cristina Mussini, Direttrice della Clinica delle Malattie infettive, Università di Modena.

Le sfide cliniche attuali nella cura dell’infezione da Hiv

L’evoluzione della ricerca sull’Hiv ha trasformato l’infezione in una patologia cronica gestibile, spostando l’attenzione clinica verso nuove priorità: la gestione delle comorbilità in una popolazione che invecchia e l’implementazione delle terapie long-acting. Se da un lato queste terapie migliorano la qualità di vita e l’aderenza terapeutica, dall’altro la loro applicazione quotidiana richiede un’attenta selezione del paziente e il superamento di barriere strutturali e logistiche. Ne parliamo con Pierluigi Viale, Professore ordinario di Malattie infettive, Università di Bologna.

L’intelligenza artificiale nella gestione delle malattie infettive

Dalla gestione dei focolai ospedalieri fino all’identificazione dei candidati per la profilassi pre-esposizione nell’ambito dell’Hiv, l’intelligenza artificiale offre strumenti avanzati per la sanità pubblica. Tuttavia, l’integrazione di questi modelli nella pratica clinica italiana deve affrontare nodi strutturali legati alla frammentazione dei dati e all’obsolescenza delle infrastrutture digitali. Ne parliamo con Andrea De Vito, medico specialista in Malattie infettive, Azienda ospedaliero-universitaria di Sassari.