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Antibiotico resistenza, discutiamo di innovatività e prezzo

Un estratto dell’evento di Forward tenutosi a Roma mercoledì 10 aprile

By Aprile 2024Nessun commento

La resistenza antimicrobica è una minaccia crescente per la salute globale. È causa di un aumento delle infezioni da patogeni multi-resistenti, dei decessi evitabili e delle degenze ospedaliere prolungate, per non parlare dell’aumento dei costi sanitari. Lo sviluppo e la commercializzazione di nuovi antibiotici sono quindi uno degli interventi fondamentali per mantenere le fondamenta di una società sana e operativa.

 

Se ne è discusso mercoledì 10 aprile, a Roma, nel corso dell’evento del progetto Forward dedicato alla discussione aperta sul documento “Antibiotico-resistenza e modelli innovativi di finanziamento dell’innovazione, curato dal Dipartimento di epidemiologia del Servizio sanitario regionale del Lazio Asl Roma 1, dal Pensiero Scientifico Editore in collaborazione con alcune industrie farmaceutiche. Il gruppo di lavoro che ha curato la preparazione del documento aveva l’obiettivo di riflettere su alcune potenziali criticità associate alla ricerca sui nuovi antibiotici e su possibili nuovi modelli di finanziamento della vera innovazione terapeutica.

Hanno partecipato alla tavola rotonda coordinata da Antonio Addis diversi esperti del settore: Lucia Aleotti, Azionista e Membro del CdA del Gruppo Menarini; Damiano de Felice, CARB-X; Claudio Jommi, Dipartimento di scienze del farmaco, Università del Piemonte orientale; Nello Martini, Fondazione Ricerca & Salute; Marzia Mensurati, Area Farmaci e Dispositivi della Direzione Regionale Salute e Integrazione Sociosanitaria, Regione Lazio; Pasquale Lorenzo Moja, Dipartimento delle Politiche e standard dei prodotti sanitari, Organizzazione mondiale della sanità; Federico Pea, Dipartimento di scienze mediche e chirurgiche, “Alma Mater Studiorum” Università di Bologna; Patrizia Popoli, Centro nazionale per la ricerca e la valutazione preclinica e clinica dei farmaci, Istituto Superiore di Sanità; Elisa Sangiorgi, Area Governo del Farmaco e dei Dispositivi Medici, Regione Emilia-Romagna; Giovanna Scroccaro, Università degli Studi di Verona; Carlo Torti, Dipartimento Malattie infettive, Università Cattolica del Sacro Cuore.

Il dibattito si è concentrato su molti aspetti difficili da riassumere brevemente, commenta Nello Martini, però “due sono stati gli elementi fondamentali della discussione: l’innovatività e il prezzo”. Sull’innovatività c’è stato un grande consenso nel riconoscere che i cosiddetti farmaci “Reserve” che si utilizzano nei confronti dei ceppi multi resistenti hanno un impiego molto limitato. “Sono stati definiti orphan-like e questa caratteristica fa sì che il loro valore terapeutico aggiuntivo aumenti e di conseguenza si possa riconoscere loro il carattere di innovatività”. Ambito più discusso è stato invece la modalità di definizione del prezzo di questi nuovi antibiotici. Da un lato c’è chi ritiene che il prezzo debba essere simile a quello dei farmaci orfani, ma in realtà gli antibiotici Reserve non sono farmaci orfani, non hanno l’orphan drug designation, è quindi molto difficile fare un’equazione diretta a legislazione vigente”. La tavola rotonda ha fatto riferimento “ai modelli tedesco, dove il prezzo viene definito dall’azienda e non si negozia, francese e inglese, dove si definisce una tariffa indipendentemente dal prezzo”.

Nello spirito del gruppo di lavoro Forward, l’obiettivo non era arrivare a una conclusione netta ma stimolare il dialogo e mettere in fila i punti critici. “Se la soluzione c’è, potrebbe essere nella sua visione d’insieme, nella variegata somma delle criticità emerse in questa mattinata di lavoro e di studio” conclude Antonio Addis.

La registrazione dell’evento è disponibile sul canale YouTube di Forward. Gli estratti degli interventi di alcuni dei relatori sono disponibili su LinkedIn e X.