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Rarità Articoli

Uno sguardo al panorama europeo e statunitense

Dalla definizione di farmaco orfano alle procedure di accesso al mercato.

Giovanni Tafuri e Federico Villa

Agenzia italiana del farmaco

By Giugno 2018Luglio 31st, 2020Nessun commento

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, sono più di 6000 le patologie rare che colpiscono nel mondo circa 350 milioni di cittadini, in Europa tra i 27 e i 36 milioni [1] e negli Stati Uniti tra i 25 e 35 milioni [2]. Con lo storico Orphan drug act del 1983 gli Stati Uniti sono stati il primo paese a identificare lo status di farmaco orfano con riferimento alle malattie rare definite come condizioni che colpiscono meno di 200mila cittadini statunitensi.

A distanza di 17 anni, in Europa decolla una politica dedicata specificamente ai farmaci orfani con l’adozione di un regolamento ad hoc [3] che istituisce una procedura comunitaria nell’Unione europea per l’assegnazione della qualifica di medicinale orfano, offrendo incentivi per la ricerca, lo sviluppo e l’immissione in commercio di questi medicinali. In modo del tutto analogo agli Stati Uniti, dove la designazione orfana spetta a un ufficio apposito della (Fda), lo status di farmaco orfano viene attribuito dal Comitato per i medicinali orfani (Comp) della European medicines agency (Ema) sulla base dei criteri di gravità e prevalenza della patologia e di assenza di alternative terapeutiche. Infatti a livello europeo si definisce orfano un farmaco indicato per diagnosticare, prevenire o trattare patologie debilitanti o che mettano in pericolo la vita, per le quali non esistano alternative, e che colpiscano non più di 5 ogni 10mila abitanti nell’Unione europea. Inoltre, nei casi in cui esistano delle opzioni terapeutiche, è possibile ottenere la designazione orfana solo quando il farmaco apporti un significant benefit rispetto a esse. Tale beneficio deve essere dimostrato in due fasi diverse: sia ai fini dell’ottenimento della designazione orfana (richiesta in una fase precoce dello sviluppo clinico) sia al momento della richiesta di immissione in commercio che l’azienda avanza all’Ema al termine dello sviluppo clinico.

La designazione orfana ottenuta prima dello sviluppo clinico deve essere necessariamente confermata dal Comp al momento della autorizzazione per l’immissione in commercio da parte di Ema. La valutazione dell’efficacia e della sicurezza da parte del Comitato per la valutazione dei farmaci ad uso umano (Chmp) segue gli stessi standard applicabili a tutti gli altri farmaci. Recentemente, in un’ottica di trasparenza, l’Ema ha lanciato i cosiddetti Omar (Orphan maintenance assessment report), che riassumono le decisioni del Comp relativamente al mantenimento della designazione [4]. Al fine di promuovere gli investimenti sulla ricerca per farmaci orfani, il regolamento europeo definisce una serie di vantaggi per le aziende: accesso diretto alla procedura registrativa centralizzata, esclusività di mercato per dieci anni, supporto alla stesura del protocollo (una speciale forma di consultazione scientifica messa a disposizione da Ema per le aziende che sviluppano medicinali orfani), incentivi economici messi a disposizione dall’Unione europea e degli stati membri a supporto della ricerca & sviluppo, immissione in commercio dei farmaci qualificati come orfani (vedi tabella). In linea con quanto accade in Europa, anche negli Stati Uniti sono previsti benefici finanziari, come l’esclusività di mercato, che ha però una durata di 7 anni.

Negli Stati Uniti a partire dal 1983, data di approvazione dell’Orphan drug act, sono stati autorizzati oltre 450 prodotti medicinali [5]. In Europa, dove il processo di designazione ha avuto inizio solo nel 2000, sono stati rilasciati 142 prodotti orfani (14 nel 2017), di cui il 42 per cento sono farmaci antineoplastici [6]. Negli anni Ema e Fda hanno collaborato attivamente al fine di favorire la creazione di procedure comuni per l’attribuzione della designazione orfana.

Se da un lato la crescente consapevolezza della necessità di terapie per le malattie rare ha spinto sia gli Stati Uniti sia l’Unione europea ad approvare delle legislazioni finalizzate a incentivare lo sviluppo di questi medicinali e ad accelerare le procedure di autorizzazione, dall’altro l’ingresso sempre maggiore di prodotti sul mercato per la cura

di malattie rare ad alto costo, supportati da studi registrativi basati su popolazioni molto ristrette, pongono alcuni interrogativi riguardo alla sostenibilità futura. L’impegno delle aziende a rendere etico il prezzo dei farmaci, unitamente alla capacità del servizio sanitario di trovare strumenti adatti a contenere la spesa, continuerà a consentire l’accesso a farmaci per malattie rare e ultra rare.

Bibliografia

[1] Ministero della salute, Piano nazionale malattie rare 2013-2016.
[2] FAQs about rare diseases. Rarediseases.info.nih.gov
[3] Regulation (EC) No 141/2000 of the European Parliament and of the Council of 16 December 1999 on orphan medicinal products. Official Journal of the European Communities 2000;L018:1-6.
[4] Publication of the Orphan Maintenance Assessment Report. Industry stakeholder platform on research and development support. European medicines agency, 15 dicembre 2017.
[5] Fda’s orphan drug modernization plan. Food and drugs administration, 29 giugno 2017.
[6] Annual report on the use of the special contribution for orphan medicinal products – 2017. European medicines agency, 15 marzo 2018.