Costruire la cardiologia insieme

La rete ICoT mette in contatto giovani cardiologi di tutta Italia, creando occasioni di confronto, formazione e ricerca condivisa

Intervista a Martina Setti

Cardiologa, svolge attività clinica e di ricerca presso l’Azienda ospedaliera universitaria integrata di Verona. Ricopre il ruolo di chair di ICoT – Italian cardiologists of tomorrow

By Luglio 2026Luglio 20th, 2026Nessun commento
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Che cosa significa per un giovane cardiologo appartenere a una comunità professionale? E perché vale la pena investire tempo ed energie per costruirla?

La cardiologia è una disciplina in continua evoluzione, sempre più complessa e multidisciplinare. Le nuove tecnologie, il flusso costante di evidenze scientifiche e decisioni cliniche non sempre univoche rendono il percorso dei giovani cardiologi stimolante e, allo stesso tempo, impegnativo. In questo contesto, sentirsi parte di una comunità professionale significa non affrontare tutto ciò da soli, ma avere uno spazio in cui il confronto con i colleghi diventa parte integrante della crescita. È da questa esigenza che nasce nel 2012, con il supporto della Società europea di cardiologia e della Federazione italiana di cardiologia, Italian cardiologists of tomorrow (ICoT): una rete di cardiologi under 40, che mette al centro formazione, ricerca scientifica e condivisione di esperienze cliniche. L’idea fondante è quella di costruire connessioni tra giovani che si trovano in fasi simili del proprio percorso, ma in realtà formative diverse, favorendo uno scambio continuo di idee e prospettive. Investire tempo in una comunità di questo tipo significa contribuire a costruire un ambiente più aperto, dove la crescita individuale si intreccia con quella collettiva.

Uno dei bisogni più concreti dei giovani cardiologi è quello di poter condividere esperienze reali.

Quali bisogni dei giovani cardiologi trovano risposta in un’esperienza come ICoT e in che modo il confronto tra pari contribuisce alla crescita professionale e umana?

Uno dei bisogni più concreti dei giovani cardiologi è quello di poter condividere esperienze reali: casi clinici, percorsi formativi, difficoltà quotidiane e opportunità che non sempre sono immediatamente visibili. ICoT nasce proprio da queste esigenze, offrendo uno spazio di confronto tra pari, non mediato da gerarchie. Questo consente da un lato di arricchire le competenze cliniche e scientifiche, e dall’altro di maturare un approccio più consapevole e ragionato alla pratica medica.

Nel corso degli anni, le attività del gruppo si sono sviluppate in diverse direzioni: dalla discussione di casi clinici complessi alla condivisione di esperienze formative in Italia e all’estero, fino alla valorizzazione della produzione scientifica di giovani cardiologi. Nelle iniziative ICoT, i giovani cardiologi possono offrire il proprio contributo e, allo stesso tempo, imparare dagli altri. Accanto alla crescita professionale, emerge anche una crescita personale. Il confronto continuo tra pari, provenienti da realtà italiane diverse e da percorsi formativi eterogenei, favorisce la costruzione di relazioni umane solide che vanno oltre il contesto accademico e, in molti casi, di legami di amicizia che durano nel tempo.

ICoT nasce per offrire uno spazio di confronto tra pari, non mediato da gerarchie.

In un contesto in cui la cardiologia richiede sempre più collaborazione, ricerca condivisa e lavoro in rete, quale ruolo potranno avere le comunità professionali dei giovani cardiologi nel costruire il futuro della disciplina?

La cardiologia del futuro sarà sempre meno una somma di percorsi individuali e sempre più il risultato di reti di collaborazione. La complessità delle cure, l’integrazione tra ambiti diversi e la rapidità dell’innovazione rendono necessario un approccio condiviso. In questo scenario, le comunità professionali dei giovani cardiologi hanno un ruolo centrale, come luoghi di confronto in cui si impara fin da subito a lavorare insieme, a condividere conoscenze e a costruire progetti comuni. ICoT e altre comunità professionali di giovani cardiologi non sono solo una rete di persone e contatti, ma anche di spazi in cui possono nascere idee, progetti di ricerca e collaborazioni che superano i confini dei singoli centri. L’aspetto forse più rilevante è quello culturale: sviluppare l’abitudine a considerare il confronto come una risorsa e non come una competizione. In questa direzione, il contributo delle comunità dei giovani cardiologi riguarda tanto il presente della formazione, quanto la costruzione di una cardiologia sempre più condivisa, integrata e orientata al lavoro in rete.

La cardiologia del futuro sarà sempre meno una somma di percorsi individuali e sempre più il risultato di reti di collaborazione.