Periferie urbane, bisogni (in)visibili

L’attività del Dep Lazio al Quarticciolo

Giulia Arrighetti

Antropologa medica, Dipartimento di epidemiologia, Servizio sanitario regionale del Lazio, Asl Roma 1.

Matteo Renzi

Epidemiologo ambientale, Dipartimento di epidemiologia, Servizio sanitario regionale del Lazio, Asl Roma 1.

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La definizione di periferia come “insieme dei quartieri disposti ai margini esterni di un agglomerato urbano” restituisce un’immagine estremamente semplificata, che riduce la marginalità a una dimensione puramente spaziale. In realtà, la distanza dalla centralità si manifesta soprattutto nella possibilità concreta di accedere ai servizi fondamentali, in particolare quelli legati alla cura della persona e alla prevenzione. In questo senso, evidenze recenti come quelle riportate dall’Osservatorio di medici per i diritti umani (Medu) mostrano livelli elevati di vulnerabilità sociale in diversi quartieri periferici di Roma, confermando quanto sia necessario sviluppare uno sguardo più attento, situato e multidimensionale su questi contesti.

Il Quarticciolo, nel quadrante est della città, rappresenta un caso emblematico. Si tratta di un quartiere composto interamente da edilizia residenziale pubblica che, per le sue caratteristiche di omogeneità sociale, spaziale e architettonica, è stato definito “ultra-periferico” [1]. Da oltre un decennio, tuttavia, la borgata è attraversata da esperienze di autorganizzazione, a partire dal Comitato di Quartiere, che ha promosso percorsi di mobilitazione e opposizione alle discriminazioni territoriali, contribuendo a costruire forme di partecipazione dal basso.

Da queste pratiche è nato il Polo civico Quarticciolo, configurabile come un vero e proprio incubatore di innovazione sociale, orientato alla trasformazione e innovazione delle politiche pubbliche in un territorio segnato da marginalizzazione e segregazione spaziale, restituendo voce e parola agli abitanti attraverso processi di advocacy e produzione condivisa di conoscenza [2]. Tra le esperienze che ne fanno parte vi è l’Ambulatorio popolare Roma Est, realtà associativa nata durante la crisi pandemica e attiva sul territorio con la finalità di promuovere l’accesso alle cure e alla prevenzione secondo una concezione biopsicosociale della salute. Nel corso di questa attività, la modalità dell’“inchiesta partecipata”, condotta insieme alle persone che si rivolgono al progetto, ha sempre rappresentato un elemento centrale. Essa si fonda sulla convinzione che l’ascolto e il coinvolgimento diretto della popolazione costituiscano strumenti essenziali per comprendere i bisogni reali di salute in un territorio [3-6].

Come Dipartimento di epidemiologia, insieme all’Ambulatorio popolare di Roma est, abbiamo avviato al Quarticciolo un’inchiesta di sorveglianza epidemiologica della popolazione residente. A supporto della loro attività sul territorio abbiamo effettuato un’indagine descrittiva dei fattori sociodemografici e sanitari della popolazione, in cui è emerso un quadro allarmante. Infatti, confrontando lo stato di salute della popolazione con quello delle aree circostanti, tutti i principali indicatori di occorrenza sanitaria risultano peggiori nel Quarticciolo. In particolare, i dati relativi alla salute mentale, come il consumo di farmaci antidepressivi e antipsicotici mostrano dei tassi molto più elevati rispetto alle zone limitrofe ed al resto della città. Questa attività rappresenta un primo importante passo per rispondere a domande di sanità pubblica locale per una zona dove la vulnerabilità viene discussa ma non considerata.

Bibliografia
1. Davoli C, Pontoriero A, Vicani P. La solidarietà contro l’esclusione. Il caso del “Comitato di quartiere Quarticciolo” a Roma. Rivista delle Politiche Sociali/Italian Journal of Social Policy 2020;2:93-108.
2. Pontoriero A. Il polo civico del Quarticciolo. Autorganizzazione e innovazione delle politiche pubbliche in un quartiere Erp di Roma. Tracce Urbane 2024;1:23.
3. Carrozzini A, Gatti C, De Michele F et al. Gli invisibili in periferia. Recenti Prog Med 2023;114:538.
4. Carrozzini A, Ariani L, Arighetti G, et al. [Con]fine della salute: restituzione del lavoro di un ambulatorio popolare dai margini della città. Recenti Prog Med 2024;115:612.
5. Arighetti G, Carrozzini A, Gatti C, et al. Difendere un consultorio di confine. Un’indagine online sui bisogni di salute delle donne utenti del consultorio del Quarticciolo (Roma). Recenti Prog Med 2024;115:608.
6. Arighetti G, Carrozzini A, Gatti C, et al. Ecosistema Quarticciolo: un piano per la promozione della salute integrata nella periferia romana, tra giustizia sociale e ambientale. Recenti Prog Med 2025;116:680.