Granelli di comunità

Racconti dall'ospedale

Vittorio Fontana

Medico geriatra ospedaliero

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Comunità che si disgregano

molecole che si sfaldano in singoli atomi

castelli di sabbia che ritornano granelli e nessuno si ferma più ad ammirarli

Come non vedere nel progressivo disgregarsi del Ssn il dissolversi di una Comunità

costruita sulla difesa della salute,

come bene e non come merce, come diritto e non come privilegio?

Ognuno

Ognuno ha la sua idea di salute rapportata a sé stesso,

non c’è niente di più egoistico della salute

devo stare bene, io e i miei cari, il mio clan, una cosa piuttosto primordiale,

più difficile vedere il disegno di insieme

la mia salute dipende dalla tua, dalla salute della comunità, della società in cui stiamo tutti i giorni,

una società sana sta bene tutta insieme

Dovremmo guardarla dall’alto la Comunità, per vedere a cosa serve, come funziona,

quanto ci rende migliori e ci fa stare bene

Da dentro si rischia di non capire, come il pesce della storiella di Wallace

che non si rende conto dell’esistenza dell’acqua in cui nuota

Cittadini

Cittadini assistiamo distratti e impotenti a scelte sciatte e interessate

che ogni giorno ci privano del necessario per una vita degna

privatizzano, ci rendono soli, ci tolgono la comunità da sotto i piedi

siamo polizze sanitarie personalizzate che però non sanno nulla di noi

pratiche burocratiche, oggetti economici da sfruttare e rendicontare

corpi da sfruttare con la scusa della salute

ma siamo comunità non assicurate, impreparate

in caso di bisogno ci faremo cogliere di sorpresa, di nuovo, come per il covid

non ci aveva insegnato proprio questo? che siamo tutti collegati, tutti

legati al destino di ciascuno, abbiamo dimenticato, rimosso, cancellato

la strada giusta che abbiamo deciso di non seguire

Professionisti

Professionisti isolati, soli, desindacalizzati, privi di alcun potere, privi di voce e

di visione, privi di Comunità

Così arrivano i gettonisti, come i barbari (nessuno si offenda) tanto viene giù

tutto, sostituiscono équipe, un gettone alla volta

come non vedere che non può funzionare? è il modello sbagliato

come un abito da sposa troppo stretto, una teoria che non funziona a cui però ci affidiamo

Équipe

Perché le équipe sono Comunità, non nascono a caso, per generazione spontanea, bisogna

lavorarci, mettersi di impegno, è così che funziona,

costa fatica, come la “Costruzione di un amore” di Fossati

“spezza le vene delle mani, mescola il sangue con il sudore”

ci devi stare dentro, non le disegni a tavolino, nelle riunioni aziendali, nella formazione a

distanza, nei giochi di ruolo

è come una cosa analogica in un mondo digitale

come la sveglia con le lancette che girano che sta lì sul comodino, la carichi ogni sera senti

il ticchettio e funziona

quando il mondo verrà giù ci sarà ancora quel ticchettio, lo sento