Un’unica salute per comunità più sane e resilienti

One health come chiave strategica della Regione Umbria

Daniela Donetti

Direttrice di Salute e welfare della Regione Umbria

By Ottobre 2025Nessun commento

La Regione Umbria, nella costruzione del nuovo Piano sociosanitario 2025-2030 (Pssr), ha assunto l’approccio One health come elemento strategico per un cambio di paradigma: dalla cura reattiva alla prevenzione proattiva, incentrata sul benessere fisico, mentale e sociale delle comunità.

In questo quadro, presso la Direzione regionale Salute e welfare, è stato istituito il Servizio salute umana, animale e dell’ecosistema (One health), per integrare politiche e interventi lungo l’intero continuum salute-ambiente-società. Gli assi operativi, già definiti nel Pssr One health, valorizzano sicurezza nei luoghi di lavoro, screening oncologici, prevenzione vaccinale e gestione delle malattie infettive, con particolare attenzione alla partecipazione dei cittadini attraverso lo “Sportello della prevenzione” in ogni casa di comunità: un presidio di orientamento ai percorsi preventivi e di presa in carico precoce delle cronicità, che consente anche una sorveglianza attiva sugli stili di vita e interventi mirati su criticità regionali come fumo di tabacco e obesità infantile.

Una governance integrata

La governance separa con chiarezza “cosa e perché” (programmazione, indirizzo e monitoraggio in capo alla Regione) da “come” (attuazione nel Dipartimento di prevenzione), garantendo visione unitaria e flessibilità territoriale: il Dipartimento si conferma pilastro del Pssr e nodo strategico per processi, competenze e coordinamenti trasversali, in sinergia con i piani nazionale e regionale della prevenzione. La Regione Umbria punta in maniera particolare sull’integrazione dei diversi assessorati nella programmazione e sull’integrazione socio sanitaria per l’utilizzo delle case della comunità, non limitato solamente allo “Sportello della prevenzione” ma anche alle attività di prevenzione secondaria e terziaria.

Sul versante delle malattie infettive, la Regione sostiene strategie di recupero nelle aree a bassa copertura, la qualità dei processi vaccinali (anagrafe, reclutamento, gestione eventi avversi), l’adozione di strategie anche extra-lea secondo l’epidemiologia (per esempio, il virus respiratorio sinciziale per fragili, il meningococco B in adolescenza), il rafforzamento della sorveglianza Premal per la segnalazione delle malattie infettive e l’attivazione di protocolli dedicati per tbc e hiv. È inoltre potenziata la sorveglianza genomica in collaborazione con l’Università di Perugia, a supporto del piano strategico di preparazione e risposta a pandemie da patogeni respiratori.

Clima, ambiente, salute

L’approccio integra sistematicamente i determinanti ambientali di salute: con Arpa e Protezione civile si sviluppa il Sistema regionale prevenzione salute dai rischi ambientali e climatici, l’Osservatorio “Clima e Salute”, piani di adattamento, strumenti di allerta precoce e programmi formativi per gli operatori; si rafforzano sorveglianza epidemiologica e comunicazione del rischio, così come la capacità di risposta dei servizi in occasione di ondate di calore, alluvioni o inquinamenti.

Parallelamente, si attuano azioni di tutela di acqua, aria e suolo: controllo e bonifiche delle aree contaminate, monitoraggi con Arpa e strategie di riduzione delle emissioni, studi epidemiologici e campagne di informazione rivolte ai cittadini, in un’ottica di forte collaborazione interistituzionale tra Regione, Arpa, asl e Comuni. La sanità pubblica veterinaria e la sicurezza alimentare rafforzano la dimensione One health: riorganizzazione del Servizio veterinario regionale in sezioni speculari a quelle territoriali; promozione della corretta convivenza uomo-animale e diffusione degli interventi assistiti con animali; gestione fauna selvatica e zoonosi; salvaguardia e sostenibilità della zootecnia con alleanze formative; contrasto all’antimicrobico-resistenza; lotta allo spreco alimentare e garanzia di sicurezza lungo tutta la filiera. Tali linee di lavoro coinvolgono dipartimenti di prevenzione, servizi veterinari, università, Istituto zooprofilattico sperimentale dell’Umbria e delle Marche, Arpa e amministrazioni locali.

Le politiche della Regione traducono l’impegno in un modello preventivo integrato, capace di connettere salute umana, animale ed ecosistemica.

Scuola, innovazione, digitalizzazione

La promozione della salute nei setting educativi si consolida con la Rete delle scuole che promuovono salute (circa 71 istituti), il catalogo formativo e la campagna “Vince l’Amore – educare alle emozioni”; sono previste integrazioni su nutrizione e benessere psicologico e il coordinamento con i servizi territoriali per prevenire tabagismo e favorire alimentazione equilibrata e attività fisica fin dall’età scolare. In chiave di salute urbana, il Piano propone di “ridisegnare le nostre città” per sostenere invecchiamento attivo e protagonismo giovanile, con ambienti accessibili, spazi per la socialità e l’esercizio fisico, educazione ambientale e iniziative intergenerazionali finalizzate a rafforzare il legame ambiente- salute.

Innovazione e digitalizzazione abilitano l’equità d’accesso e l’efficacia degli interventi: l’integrazione dei programmi di screening con fascicolo sanitario elettronico, intelligenza artificiale e canali di messaggistica rientra tra gli obiettivi del cronoprogramma 2025-2030, insieme a indicatori target e percorsi di formazione continua del personale.

Nel loro insieme, queste politiche traducono l’impegno della Regione in un modello preventivo integrato, basato su evidenze e misurabile, capace di connettere salute umana, animale ed ecosistemica e di rispondere alle sfide demografiche, ambientali ed epidemiologiche. One health diventa così il linguaggio comune della prevenzione umbra: sportelli di prossimità e reti interistituzionali per orientare i cittadini, sistemi di sorveglianza avanzati e protocolli condivisi per anticipare i rischi, città e scuole come luoghi di salute per ridurre disuguaglianze, migliorare gli esiti e rendere il sistema più resiliente nel tempo.