Con la prevenzione bisogna fare i conti

Bisogna individuare il target preciso su cui puntare

Antonio Addis

Uosd Epidemiologia del farmaco, Dipartimento di epidemiologia del Ssr Lazio, Asl Roma 1

By Ottobre 2025Nessun commento

Vi è un filo rosso che unisce i tre diversi contributi che seguono sul tema della prevenzione dell’hiv/aids: in tutti i casi l’autrice e gli autori, pur riconoscendo i progressi compiuti negli ultimi anni, grazie alla disponibilità di interventi farmacologici e diagnostici utili alla prevenzione, sottolineano l’esigenza di individuare il target preciso su cui puntare.

L’intervento di prevenzione ideale riguarda un soggetto ancora libero dalla patologia che si vuole evitare.

In effetti, quando si tratta di evitare gli esiti di una qualsiasi malattia, che si tratti di un nuovo vaccino, farmaco o nuova raccomandazione sugli stili di vita, l’efficacia e sicurezza non bastano se non capiamo in modo dettagliato quale sia la popolazione esatta con cui intervenire. L’intervento di prevenzione ideale riguarda un soggetto ancora libero dalla patologia che si vuole evitare.

Non è realistico pensare di trattare tutti i soggetti sani. Serve la figura dell’epidemiologo per definire scenari e tracciare la mappa dei possibili interventi.

Allo stesso tempo, considerazioni metodologiche, etiche ed economiche suggeriscono che non è realistico pensare di trattare tutti i soggetti sani. In tale contesto, è soprattutto la figura dell’epidemiologo che dovrebbe far sentire la sua voce e aiutare a definire scenari tracciando la mappa per i possibili interventi. Conoscere i determinanti di una patologia e i fattori di rischio diviene quindi cruciale.

Almeno una quota delle risorse previste per le nuove soluzioni terapeutiche preventive dovrebbe essere destinata a individuare scenari e popolazioni prioritarie per la prevenzione.

Nonostante ciò, non mancano gli esempi in cui gli interventi terapeutici arrivano sul tavolo del decisore senza che sia chiaro lo scenario ideale su cui adoperarli. A ciò si aggiunge che in alcuni casi manca il coordinamento tra i diversi attori coinvolti o la scelta dei tempi di intervento non è studiata in modo adeguato [1]. L’auspicio è che, in maniera sistematica, almeno una quota delle risorse previste per coprire la spesa delle nuove soluzioni terapeutiche preventive venga destinata a studiare, a livello nazionale, quali sono gli scenari e le popolazioni più adeguate su cui fare prevenzione.

[1] Belleudi V, Addis A. Nuove terapie per vecchi virus: quando tutti sbagliano qualcosa. Epidemiol Prev 2025;49:220-3.