L’infanzia e l’adolescenza rappresentano una fase delicata e cruciale dello sviluppo umano, in cui si pongono le basi per la salute futura degli individui e delle comunità. Il contributo dell’infermieristica pediatrica in questo contesto può ridefinire e plasmare un nuovo concetto di prevenzione, attuale e orientato alla società moderna.
In Italia, secondo i dati Istat, bambini e adolescenti (fascia d’età 0-18 anni) costituiscono circa il 16 per cento della popolazione, pari a oltre 9 milioni di persone. Il contesto in cui questi bambini nascono, crescono e diventano adulti è segnato da un profondo mutamento del paradigma della sociologia pediatrica, caratterizzata dalla denatalità e dall’inverno demografico, dall’aumento delle patologie croniche in età evolutiva [1], dalla diffusione del disagio psicosociale e dei disturbi neuropsichiatrici [2], ma anche dall’alta frequenza di stili di vita nocivi [3] e della riduzione delle coperture vaccinali [4] che minano l’integrità fisica e mentale.
Tutti questi fattori influenzano i processi di sviluppo e di crescita, ma soprattutto i bisogni socioassistenziali che ne derivano. In un mondo dove non è più possibile limitarsi a essere osservatori dell’infanzia, è necessario considerare la proattività come la vera terapia, che non si esaurisce nella cura ma si estende alla prevenzione delle condizioni morbose.
In un mondo dove non è più possibile limitarsi a essere osservatori dell’infanzia, è necessario considerare la proattività come la vera terapia, che non si esaurisce nella cura ma si estende alla prevenzione.
In questo scenario complesso, l’infermiere pediatrico assume un ruolo centrale, definito dal proprio profilo professionale (dm 70/1997), che ne sancisce la funzione preventiva, curativa, palliativa e riabilitativa, di natura tecnica, relazionale ed educativa.
La risposta ai bisogni socioassistenziali di una popolazione tanto vulnerabile si ritrova proprio nelle righe che delineano la natura stessa della professione infermieristica pediatrica. Tra le funzioni principali, una dimensione fondamentale e insostituibile è rappresentata dall’assistenza ai malati e ai disabili in età evolutiva e alle loro famiglie. Tuttavia, oggi più che mai, è necessario ribilanciare questa attività con un impegno concreto nella prevenzione.
Molti determinanti della salute futura si stabiliscono proprio durante l’infanzia e l’adolescenza. Intervenire oggi per prevenire domani significa abbracciare la convinzione, scientificamente e culturalmente fondata, che i bambini sani di oggi saranno adulti in salute domani. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), nel suo Global health observatory report, evidenzia come le malattie cardiovascolari restino, da decenni, tra le principali cause di morte a livello globale. I fattori di rischio, quali ipertensione, fumo, ipercolesterolemia, diabete, sovrappeso/obesità, sedentarietà e dieta non sana, sono ampiamente documentati dalla letteratura scientifica [5]. I costi umani e sociali sono elevatissimi: ma quando inizia davvero la prevenzione? Chi se ne deve occupare? In quale setting?
Nel tempo, la ricerca scientifica ha dimostrato come la salute e lo sviluppo di neonati e bambini non siano determinati unicamente dal patrimonio genetico ma anche dai comportamenti adottati nei cosiddetti “primi mille giorni di vita” [6], dal periodo preconcepimento fino ai primi due anni di vita, periodo cruciale, durante il quale l’ambiente può influenzare l’espressione dei geni, come dimostra l’epigenetica. Il sovrappeso e l’obesità, fin dalle prime fasi della vita, rappresentano fattori di rischio significativi: oltre il 60 per cento dei bambini in sovrappeso in età prepuberale mantiene l’eccesso ponderale anche in età adulta [7]. L’esposizione prolungata all’eccesso di adiposità è associata a fattori di rischio cardiometabolici e allo sviluppo di patologie come ipertensione, dislipidemia, diabete di tipo 2 e steatosi epatica non alcolica, tutte condizioni che aumentano la mortalità generale. Inoltre, nei giovani con obesità grave sono frequenti deficit funzionali, limitazioni motorie e disagio psicosociale, che possono portare a una vera e propria disabilità [8].
L’educazione sanitaria assume un ruolo strategico, da attuarsi nel contesto familiare e comunitario. Non può restare confinata alle mura ospedaliere.
In questa prospettiva, l’educazione sanitaria assume un ruolo strategico, da attuarsi nel contesto familiare e comunitario, in un’ottica multiprofessionale e multidisciplinare di promozione della salute e prevenzione delle malattie e degli incidenti. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità [9], proprio gli incidenti domestici rappresentano una delle principali cause di trauma mortale nei bambini: in Italia, sono la seconda causa di morte dopo i tumori. Il rischio è più elevato nelle famiglie con basso reddito, basso livello di istruzione o che vivono in condizioni abitative precarie.
Per questo motivo, l’educazione sanitaria, così fortemente ribadita nel profilo professionale dell’infermiere pediatrico, non può restare confinata alle mura ospedaliere. Il territorio, con la sua capacità di intercettare un vasto numero di bambini e famiglie, rappresenta uno spazio di condivisione, incontro e supporto, dove l’articolo 4 del nostro Codice deontologico, appena aggiornato dalla Fnopi, la Federazione nazionale delle professioni infermieristiche, che enuncia come “il tempo di cura è tempo di relazione”, trova piena attuazione. Uno spazio di prossimità che non può essere improvvisato e casuale ma deve rispecchiare una visione, basarsi su un’organizzazione e dei modelli ben definiti e poter disporre di risorse adeguate. L’assistenza territoriale, ambulatoriale, domiciliare e nell’ambito scolastico [10] costituisce un’opportunità imprescindibile per promuovere la salute e tutelare l’infanzia. In questo senso, è fondamentale rafforzare la consapevolezza culturale e professionale degli infermieri.
Non possiamo esimerci dal metterci in discussione, riflettere e accettare nuove sfide, anche attraverso percorsi innovativi.
Alla luce di queste considerazioni, non possiamo esimerci dal metterci in discussione, riflettere e accettare nuove sfide, anche attraverso percorsi innovativi. In un contesto in cui le patologie croniche in età evolutiva assumono un peso crescente e il compimento della maggiore età segna uno spartiacque tra assistenza pediatrica e assistenza per adulti, l’assistenza pediatrica deve diventare un continuum e non una brusca interruzione della relazione di cura.
L’assistenza pediatrica deve diventare un continuum e non una brusca interruzione della relazione di cura.
Il percorso di laurea magistrale in Infermieristica pediatrica e le altre iniziative formative promosse da Fnopi rappresentano in tal senso, una scelta attuale, strutturata e condivisa, in grado di rispondere alle nuove esigenze dell’assistenza nell’età evolutiva e, soprattutto, di promuovere il concetto più ampio e profondo di prevenzione, tutelando i cittadini di qualunque età, partendo dall’epoca neonatale e, in questo modo, garantendo il diritto alla salute per tutti.
Bibliografia
[1] Wisk LE, Sharma N. Prevalence and trends in pediatric-onset chronic conditions in the United States, 1999-2018. Acad Pediatr 2025;25:102810.
[2] Vicari S, Di Vincenzo C, Bellantoni D, Pontillo M. Psychiatric disorders in children and adolescents: clinical issue and strategies for intervention. Psychiatr Danub 2023;35(Suppl 3):77-80.
[3] Zozaya N, Oliva-Moreno J, Vallejo-Torres L. Association between maternal and paternal employment and their children’s weight status and unhealthy behaviours: does it matter who the working parent is? BMC Public Health 2022;22:1331.
[4] D’Ambrosio F, Lanza TE, Messina R, et al. Influenza vaccination coverage in pediatric population in Italy: an analysis of recent trends. Ital J Pediatr 2022;48:77.
[5] Global cardiovascular risk consortium. Global effect of cardiovascular risk factors on lifetime estimates. N Engl J Med 2025;393:125-38.
[6] Ministero della salute. Investire precocemente in salute: azioni e strategie nei primi mille giorni di vita. Istituito presso la Direzione generale della prevenzione sanitaria con il dd del 26 luglio 2016 e prorogato con il dd 20 luglio 2017.
[7] Valerio G, Di Bonito P, Calcaterra V, et al. Cardiometabolic risk in children and adolescents with obesity: a position paper of the Italian Society for pediatric endocrinology and diabetology. Ital J Pediatr 2024;50:205.
[8] Singh AS, Mulder C, Twisk JWR, et al. Tracking of childhood overweight into adulthood: a systematic review of the literature. Obes Rev 2008;9:474-88.
[9] Child and adolescent health in Europe: report on progress to 2021. Copenhagen: Who Regional office for Europe, 2024.
[10] Fnopi. Position statement Infermieristica e Scuola, 2024. Disponibile su: http://bit.ly/4nHfveN
Vedi anche
UN PROGETTO NAZIONALE SU AMBIENTE E PRIMI 1000 GIORNI
Per conoscere meglio le relazioni tra ambiente e salute, e per mettere in atto interventi di prevenzione e riduzione del rischio di esposizione a inquinanti ambientali durante la gravidanza e nei primi mille giorni di vita.
Il progetto “Ambiente e primi 1000 giorni. Conoscere per agire” è un’iniziativa nazionale volta a comprendere l’impatto dell’esposizione ambientale nei momenti più delicati dello sviluppo umano. Realizzato con il supporto tecnico e finanziario del Ministero della salute – Piano nazionale cronicità e coordinato dall’Irccs materno infantile Burlo Garofolo di Trieste, il progetto traduce le evidenze scientifiche sugli effetti delle esposizioni precoci in azioni concrete per orientare le politiche sanitarie. Coinvolge cinque Regioni italiane – Friuli Venezia-Giulia, Lazio, Piemonte, Sicilia, Toscana – con l’obiettivo di quantificare il carico di esposizione ambientale di donne in gravidanza e bambini nei primi due anni di vita. Il periodo dal concepimento ai primi due anni è cruciale per la salute futura: l’esposizione precoce a inquinanti e fattori ambientali come traffico, attività industriali o eventi climatici estremi può compromettere lo sviluppo del bambino e aumentare il rischio di malattie. Il progetto valuta l’esposizione a inquinanti indoor e outdoor e a fattori legati ai cambiamenti climatici, con particolare attenzione alle aree contaminate, dove la presenza di molteplici stress ambientali rappresenta un rischio per la salute e l’ecosistema.
Mettere in rete diverse competenze. Il progetto mette in rete ospedali pediatrici, centri di epidemiologia, università, laboratori, agenzie ambientali ed esperti di comunicazione per raccogliere e diffondere conoscenze sulle esposizioni ambientali. La creazione di una rete di coorti di nascita è stata la prima azione del progetto: i dati così raccolti, nei periodi preconcezionale, di gravidanza e nei primi anni di vita, permettono di costruire un quadro delle esposizioni e dei loro effetti su donne, bambine e bambini, per favorire strategie di prevenzione mirate.
Il progetto ha sviluppato strumenti di comunicazione rivolti a famiglie e decisori, tra cui il sito Millegiorni.info che raccoglie dati, studi e materiali informativi per promuovere scelte consapevoli e politiche basate su evidenze. Offre approfondimenti sui rischi ambientali precoci e strategie di prevenzione, con sezioni dedicate a operatori e genitori. Schede, video e consigli pratici aiutano a migliorare la qualità dell’aria, ridurre l’esposizione domestica e comprendere gli effetti dell’inquinamento urbano.
Dalla ricerca alla prevenzione. Il progetto mira a fornire evidenze concrete sul carico di esposizione ambientale precoce in aree fortemente antropizzate, promuovendo azioni efficaci per tutelare la salute nei primi 1000 giorni di vita e lungo l’intero arco della vita. Sono previste anche iniziative formative per operatori sanitari – corsi fad, borse e dottorati di ricerca – dedicate ai rapporti tra ambiente, clima e salute.
Unità operative coinvolte. Irccs materno infantile Burlo Garofolo, Trieste | Università degli studi di Torino, CPO-Piemonte | Aou Meyer, Ospedale pediatrico, Firenze | Dipartimento di epidemiologia, Ssr Lazio, Asl Roma 1 | Istituto superiore di sanità | Fondazione Policlinico universitario “Agostino Gemelli” Irccs, Roma | Arpa – Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente della Sicilia, Palermo |Istituto zooprofilattico sperimentale della Sicilia, Palermo | Cnr, Istituto per la ricerca e l’innovazione biomedica, Palermo | Università degli studi di Catania – Dipartimento di scienze mediche, chirurgiche e tecnologie avanzate “GF Ingrassia”.
Società scientifiche e associazioni. Associazione culturale pediatri | Società italiana di pediatria
www.millegiorni.info
millegiorni.info
Un progetto curato da
Il Pensiero Scientifico Editore & Think2it

