In fin dei conti, dopo ormai dieci anni, il progetto Forward – a furia di ripeterlo – dovrebbe avervi convinto: qui non si cercano soluzioni semplici. Piuttosto, ci piace immaginarci come dei promotori di contrasti gentili che raccontino la complessità degli interventi sanitari di oggi e di domani. Nel gruppo di lavoro cerchiamo ogni volta di mettere in mostra confronti intelligenti che animino discussioni fruttuose, convinti che questo sia il reale obiettivo di un onesto think-tank. Molte delle più importanti conoscenze mediche sono nate e si sono sviluppate in contesti conflittuali, ma è nella capacità dell’uomo di disinnescarne i pericoli che si è rivelata la sua intelligenza.
Questo numero – che portiamo al congresso dell’Associazione italiana di epidemiologia dedicato quest’anno alla parola “contrasti” – racconta esperienze e novità in medicina dove l’equilibrio più o meno chiaro tra le diverse criticità rappresenta il vero stato dell’arte. In questo ambito, individuare e prendere le misure senza paura dei contrasti ci sembra che aggiunga valore e aiuti a capire. È chiaro che chi si occupa soprattutto di terapie innovative debba necessariamente confrontarsi con il perenne contrasto tra ciò che si propone come nuovo e la pratica consolidata.
Come sempre, alcuni contributi attingono anche a settori diversi da quello medico, dove il gioco dei contrasti e delle sfumature ci permette di affinare lo sguardo e scoprire dettagli inattesi.
Visto il periodo ci sembra doveroso, almeno in questa breve introduzione, affiancare alla parola “contrasti” l’aggettivo “gentile” in modo da dichiarare fin da subito che l’obiettivo dell’esercizio, come sempre, è quello di considerare ogni altro punto di vista egualmente importante.

