Ancora una volta il gruppo di lavoro Forward si è trovato costretto ad allargare lo sguardo. Era già capitato ogni volta che ci siamo impegnati a cercare una sintesi nei fenomeni che innegabilmente avranno un impatto sulla cura e medicina del futuro. A questo punto, mettere insieme l’ambiente, il mondo animale e l’uomo non poteva che portarci ad approfondire i dettagli di una strategia riassumibile nella locuzione “One health”.
La recente pandemia, insieme a un tema sempre più emergente nella sua rilevanza e pericolosità come l’antibiotico resistenza, offre esempi concreti per l’applicazione di un approccio globale allo studio di questi fenomeni, restituendo un quadro più attento alla complessità di ciò che accade. In tutto questo, il gruppo di lavoro si è trovato avvantaggiato dalla pratica già esercitata di cercare in ogni approfondimento il confronto tra competenze, anche molto diverse fra loro e proprio per questo indispensabili a completare la visione di una salute unica e molteplice.
Le pagine che seguono raccontano esperienze, progetti e visioni che provano a rendere concreta la proposta di questo nuovo paradigma di salute e cura, dove l’uomo, in quanto tale, non può più pensarsi come l’unico occupante dell’ecosistema che abita. L’idea è quella di fare un passo in avanti rispetto alle generiche dichiarazioni di massima e di scendere più in concreto per cominciare a programmare, sulla base delle prime esperienze, un modo di fare salute per l’uomo, nel tentativo di coesistere piuttosto che occupare tutto lo spazio disponibile.

