Un approccio integrato per una salute, umana, animale e ambientale

La crisi climatica in corso ha reso evidente l’assoluta necessità di considerare ambiente e salute come elementi interconnessi

Carla Ancona

Dipartimento di epidemiologia Servizio sanitario regionale del Lazio, Asl Roma 1

By Novembre 2024Novembre 8th, 2024Nessun commento

La crisi climatica in corso ha reso evidente l’assoluta necessità di considerare ambiente e salute come elementi interconnessi. L’interdipendenza tra salute umana, animale e ambientale è ormai ampiamente riconosciuta, come dimostrato dalla crescente presenza del concetto di One health in vari contesti, dalla letteratura scientifica e divulgativa ai bandi di ricerca e ai documenti governativi. Questo approccio viene declinato in diverse forme: salute integrata, salute globale, salute planetaria, approccio sanitario olistico, salute ecosistemica, sanità intersettoriale o transdisciplinare. Indipendentemente dalla terminologia utilizzata, il principio fondamentale è che persone, animali e ambiente costituiscono un unico sistema globale, e la salute di ciascun componente è strettamente legata a quella degli altri. Riconoscere che la salute è una rappresenta quindi un passaggio cruciale per l’efficacia delle politiche sanitarie.

Riconoscere che la salute è una rappresenta un passaggio cruciale per l’efficacia delle politiche sanitarie.

Circa il 60 per cento delle malattie infettive umane, come l’influenza aviaria o covid-19, sono di origine animale. Queste zoonosi si sviluppano e si diffondono quando esistono interazioni strette tra esseri umani, animali e ambiente. Fenomeni come la deforestazione, l’urbanizzazione incontrollata e il commercio illegale di fauna selvatica contribuiscono all’aumento di tali malattie, mentre l’aumento delle temperature, la distruzione degli ecosistemi e le catastrofi naturali favoriscono la diffusione di malattie trasmesse da vettori. Le strategie di mitigazione e adattamento del cambiamento climatico sono dunque fondamentali per ridurre l’impatto delle malattie legate ai cambiamenti ambientali e solo una stretta collaborazione tra sanità pubblica, veterinaria e ambientale può prevenire o controllare efficacemente queste patologie. La sorveglianza e la gestione integrata delle risorse agricole, pratiche agricole sostenibili e la prevenzione di malattie negli animali da allevamento sono cruciali per evitare contaminazioni alimentari che possono influire sulla salute umana. Il benessere animale è una componente chiave dell’approccio One health, poiché la salute animale influenza la salute umana e la sostenibilità ambientale. Migliorare le condizioni degli animali da allevamento, tutelare la biodiversità e proteggere le specie selvatiche contribuisce a ridurre il rischio di malattie e a migliorare l’equilibrio degli ecosistemi. L’uso eccessivo o inappropriato di antibiotici sia negli animali che negli esseri umani ha portato a un aumento della resistenza antimicrobica, una delle maggiori minacce alla salute. I batteri resistenti possono diffondersi tra animali, persone e ambiente, rendendo essenziale un approccio coordinato tra settori. Crisi sanitarie complesse, come la pandemia di covid-19, hanno dimostrato che le risposte più efficaci sono quelle che coinvolgono esperti in virologia, epidemiologia, veterinaria, scienze ambientali e sanità pubblica.

Nel nostro Ssn esistono barriere organizzative e settoriali che ostacolano un cambiamento rapido e la cooperazione intersettoriale.

Sebbene questo approccio sia ormai da vent’anni (fu usato nel 2003 con la prima epidemia di sars) teoricamente ritenuto necessario, la sua traduzione in pratica e l’adozione di modelli operativi che traducano questa visione in realtà è, evidentemente, difficile da realizzare nonostante gli ingenti investimenti messi a disposizione dal Piano nazionale complementare al Pnrr.

L’approccio “Una salute” richiede una stretta collaborazione tra diverse discipline, ma nel nostro Servizio sanitario nazionale (Ssn) esistono barriere organizzative e settoriali che ostacolano un cambiamento rapido e la cooperazione intersettoriale. A livello centrale, le divisioni tra ministeri e agenzie governative (salute, agricoltura, ambiente) rendono difficile l’adozione di un approccio integrato. A livello regionale, è necessario definire con precisione ruoli e modalità di interazione per ottimizzare la gestione del patrimonio informativo e intellettuale necessario per le attività sanitarie e ambientali. Tuttavia, la principale criticità è rappresentata dall’eterogeneità degli assetti regionali, che varia non solo in termini di modelli organizzativi, ma anche nella disponibilità di dati, nel livello di integrazione tra servizio sanitario e agenzie ambientali, e nelle limitazioni legate all’accesso e al trattamento dei dati sanitari. In particolare, le procedure di protezione dei dati personali sono interpretate in maniera diversa tra le regioni, creando disomogeneità che, in alcune realtà, impediscono la realizzazione di studi e ricerche.

È urgente agire concretamente per favorire la cooperazione tra diversi settori e tradurre la visione “Una salute” in azioni concrete, garantendo risposte più resilienti e sostenibili alle minacce globali alla salute.

Nonostante sia riconosciuto che l’implementazione di un approccio integrato tra ambiente e salute richieda competenze multidisciplinari, tali competenze non sono ancora adeguatamente diffuse tra gli operatori del Ssn e del Sistema delle agenzie ambientali. Di conseguenza, è urgente affrontare la questione della formazione e dello sviluppo o del potenziamento delle competenze, per garantire l’efficacia di questo approccio. Va anche ricordata l’importanza del coinvolgimento di decisori politici, comunità locali, settori produttivi e della società civile che sono i veri attori del cambiamento. Tuttavia, il coordinamento tra questi attori e il sistema sanitario non è sempre efficace, complicando ulteriormente l’attuazione di politiche coerenti.

Il concetto di “Una salute” è essenziale per affrontare efficacemente le sfide sanitarie del nostro secolo. Ma è urgente agire concretamente per favorire la cooperazione tra diversi settori e tradurre questa visione in azioni concrete, garantendo risposte più resilienti e sostenibili alle minacce globali alla salute.