Il Piano regionale della prevenzione (PRP) della Regione Lazio si inserisce all’interno di una strategia nazionale volta a promuovere interventi di sanità pubblica, in termini di prevenzione e promozione della salute, in modo integrato e trasversale, capaci di tener conto dei molteplici fattori che influenzano il benessere della popolazione.
La prevenzione coinvolge, infatti, aspetti più ampi e interconnessi, che spaziano dalla promozione di stili di vita salutari all’organizzazione degli spazi urbani e all’interazione sociale, in un’ottica di contrasto alle disuguaglianze sociali, nello specifico in materia di salute. Questo approccio è in linea, inoltre, con il concetto di One health, che riconosce la connessione inestricabile tra la salute umana, animale e ambientale, in un’ottica di integrazione di saperi e pratiche che superano i confini della stessa biomedicina. Il Piano regionale della prevenzione, inoltre, per la prima volta definisce come fondamentale l’approccio di Urban health, ossia quello centrato sui determinanti urbani di salute.
Uno dei possibili entry point di interventi centrati sulla promozione dell’Urban health riguarda la promozione dell’attività fisica, soprattutto attraverso studi e iniziative che possono incidere positivamente sulla camminabilità, un indicatore chiave del grado di vivibilità di un’area urbana. Promuovere la camminabilità significa incoraggiare la mobilità attiva, con effetti di miglioramento della qualità dell’aria e del benessere psicofisico della popolazione, ma significa anche mettere al centro lo spazio pubblico, incentivandone l’uso, aumentando le possibilità e le forme di fruizione e le occasioni di aggregazione, presupposto per la costituzione di capitale sociale. La combinazione di questi fattori si riverbera sulla salute di popolazione, da intendersi, quindi, non solo (ovviamente) in termini di assenza di malattia, ma come un complesso equilibrio che si riflette nelle relazioni sociali e nell’interazione con l’ambiente circostante.
In questo contesto, il concetto di cura assume una valenza duplice: da un lato, la cura della salute attraverso la prevenzione e la formazione, dall’altro la cura del territorio e degli spazi in cui viviamo. La cura del territorio diventa così un atto collettivo che richiede partecipazione attiva e consapevolezza delle dinamiche che governano il nostro ambiente, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita, e quindi anche della salute, per tutte e tutti.
L’intervento nelle scuole
Nell’ambito delle attività di promozione della salute, la Asl Roma 1 ha promosso e poi realizzato un progetto nelle scuole primarie di tre diversi quartieri di Roma: Ottavia, Cinquina e Parioli/Villaggio Olimpico. Ogni scuola rappresenta un contesto urbano e sociale unico, offrendo un’ottima opportunità per esplorare come il territorio e l’ambiente circostante influenzino salute e benessere, tanto dal punto di vista della loro percezione, quanto come condizioni effettive. Il progetto, articolato in tre incontri per ciascuna scuola, ha avuto l’obiettivo di stimolare una riflessione multidisciplinare e condivisa sui tre temi cardine dell’approccio sopra brevemente descritto: la geografia del territorio, l’urbanistica e la promozione della salute.
Il primo incontro, condotto da ricercatori e ricercatrici della Società geografica italiana, ha introdotto alunne e alunni al concetto di territorio come un sistema complesso e interconnesso. Il territorio è stato descritto come un palinsesto di elementi naturali e antropici (tra cui assumono un rilievo specifico i fattori sociali), che si influenzano reciprocamente. Sono state esplorate le relazioni tra ambiente, città e popolazione, incoraggiando alunni e alunne a osservare con occhi nuovi il proprio quartiere e a riconoscere le diverse funzioni e usi degli spazi urbani. Questo approccio ha aiutato a capire che il territorio non è statico, ma è modellato dall’interazione continua tra le persone e l’ambiente circostante.
Il secondo incontro, condotto da una docente di urbanistica della Sapienza università di Roma, si è concentrato sui caratteri dell’ambiente costruito e sulla ragione degli specifici assetti e configurazioni. Attraverso l’uso di esempi legati al gioco, alunne e alunni hanno potuto comprendere le dinamiche economiche e anche le logiche individuali che influenzano lo sviluppo e la trasformazione delle città. Questo approccio ha permesso di spiegare concetti complessi come la competizione per gli usi del suolo e l’equilibrio necessario al fine di rendere funzionali e vivibili le città e i quartieri, quindi l’importanza dell’urbanistica e della pianificazione, la destinazione di uso dei suoli. Dopo una fase teorica ma non frontale, le classi si sono esercitate in un laboratorio pratico, in cui ciascun gruppo ha potuto toccare con mano le difficoltà del governo del territorio nel coordinare interessi individuali molteplici e anche conflittuali e, prima di tutto, nel provare a superare visioni parziali e poco lungimiranti.
I risultati del laboratorio hanno mostrato interessanti differenze tra le scuole. Non potendo approfondire qui tali risultati come richiederebbero, diremo in estrema sintesi che le classi di Ottavia e Cinquina, tra le aree più periferiche di Roma, hanno rappresentato città frammentate, con un’attenzione particolare agli spazi verdi e alla distribuzione dei servizi. Questa caratteristica può essere ricondotta alla loro esperienza diretta di vivere in aree meno dense e più disperse, dove i luoghi di relazione sono ridotti (se non quasi assenti) e la mobilità privata su gomma a volte è una soluzione obbligata, per cui l’esperienza di spazio pubblico più consolidata è la strada. Diversamente, gli studenti di Parioli/Villaggio Olimpico, quartieri più centrali e compatti, hanno rappresentato città più dense e organizzate, con un minor numero di spazi verdi e una maggiore enfasi sulle infrastrutture e i servizi. Servizi pubblici e collettivi e spazi di relazione sono diversi e più distribuiti. Queste differenze riflettono non solo la diversità urbana di Roma, ma anche la percezione di bambini e bambine riguardo agli spazi in cui vivono quotidianamente.
Il terzo incontro, condotto da professionisti/e della salute della Asl Roma 1 e de Il Pensiero Scientifico Editore, ha affrontato i concetti di salute e benessere, di promozione della salute e di prevenzione. Attraverso un ampio confronto guidato, sono state le classi stesse ad arrivare a definire la differenza tra il concetto di cura in senso biomedico, focalizzato sulla malattia e la guarigione, e una visione più ampia della cura, che include la cura di sé, degli altri e del territorio. Questo incontro ha approfondito il concetto di One health, sottolineando come la salute umana sia strettamente legata alla salute degli animali e dell’ambiente. Sono stati affrontati i temi centrali legati alla prevenzione non solo come azione medica, ma come atto quotidiano che ciascuno di noi può compiere, a partire dal prendersi cura degli spazi in cui vive e dal rispetto per l’ambiente. Piccoli cambiamenti messi a fuoco con il contributo dei bambini coinvolti, per sottolineare ancora una volta l’efficacia di un approccio educativo costruttivo, positivo e partecipato piuttosto che negativo, addirittura “terroristico” (ad esempio, quando focalizzato sui pericoli), e calato dall’alto.
Un aspetto fondamentale di questo incontro è stato l’invito a riflettere sul ruolo attivo di ciascun individuo nella promozione della salute. Le classi hanno imparato come la loro salute dipenda anche dalla qualità dell’aria che respirano, dall’accessibilità degli spazi verdi e dalla possibilità di muoversi in sicurezza nel proprio quartiere. Questa consapevolezza è stata ulteriormente rafforzata dalle uscite esplorative nei quartieri di ciascuna scuola.
Le classi di ciascuna scuola hanno infatti avuto modo di effettuare una passeggiata esplorativa nel proprio quartiere, accompagnati dalle insegnanti e dal gruppo di progetto, osservando gli spazi dedicati alla socialità, e potendo analizzare criticamente le dotazioni infrastrutturali dedicate ai pedoni, la cura dello spazio pubblico e la presenza di servizi, analizzando come la disposizione stessa dei pieni e dei vuoti urbani, frutto di dinamiche comprese nei precedenti incontri, possa influire in modo decisivo sulle occasioni di incontro, di svago o sulla possibilità di svolgere attività fisica, e in ultima analisi il loro stesso rapporto con il territorio. Lo scopo delle uscite era quello, inoltre, di interpretare come “speciale”, cioè “degno” di un’uscita scolastica, anche il quartiere intorno alla propria scuola, frutto di stratificazioni storiche e urbanistiche forse più limitate, ma non per questo meno importanti o interessanti da comprendere.
L’evento conclusivo: laboratorio di cittadinanza attiva
L’evento conclusivo del progetto si è svolto presso la sede della Società geografica italiana, un luogo simbolico per riflettere sul legame tra geografia, urbanistica e salute, e dove alunni e alunne hanno partecipato a una serie di laboratori pratici ed esperienziali. Tra questi, un’attività di orienteering nel parco di Villa Celimontana, che ha permesso alle classi di mettere in pratica le nozioni apprese nei precedenti incontri, esplorando il parco e orientandosi nello spazio utilizzando mappe e punti di riferimento.
Un altro momento chiave è stato il laboratorio di urbanistica, in cui gli studenti hanno esplorato gli elementi costitutivi delle città, come i servizi, gli spazi pubblici e le funzioni urbane. Questo laboratorio ha stimolato una riflessione su come la pianificazione urbana possa influenzare il benessere delle persone, incoraggiando gli studenti a pensare a soluzioni per migliorare la vivibilità del proprio quartiere. La visita al museo della Società geografica ha infine offerto un’opportunità per conoscere la storia e l’evoluzione delle città nel tempo, arricchendo ulteriormente il percorso educativo.
Formarsi alla salute e alla cura del territorio
Questo progetto pilota ha permesso di offrire alle classi una prospettiva nuova sulla città e sul territorio, e sul rapporto che questi hanno con la salute di popolazione, percepita infine non come frutto di scelte individuali più o meno salutari, ma come una responsabilità collettiva. L’approccio multidisciplinare ha permesso di integrare concetti complessi come la One health e l’urbanistica in un percorso educativo pratico e coinvolgente, in cui, nonostante la complessità dei temi, alunne e alunni sono sempre stati partecipi, attivi e propositivi. Le classi hanno imparato attraverso il confronto e l’esperienza che la promozione della salute non riguarda solo il proprio corpo, ma anche l’ambiente in cui vivono e la comunità di cui fanno parte, in una continuità di dinamiche della quale facciamo tutte e tutti parte.
Attraverso l’esplorazione del proprio quartiere e la partecipazione attiva ai laboratori, hanno acquisito una maggiore consapevolezza del loro ruolo nella cura del territorio, al contempo comprendendo come la qualità degli spazi urbani, l’accessibilità dei servizi, e finanche la possibilità di camminare in sicurezza siano non solo elementi connessi alla salute e al benessere, ma anche frutto di scelte e dinamiche spesso al di fuori del nostro controllo, ma sulle quali pesa una responsabilità collettiva che passa anche per la cura dei luoghi.
In un’epoca in cui le città stanno affrontando sfide legate alla sostenibilità e alla salute, e che investono gli stili di vita, la mobilità, e il modo stesso di vivere l’urbano, progetti come questo permettono di formare cittadini e cittadine più consapevoli e responsabili. Formare la popolazione a prendersi cura del proprio ambiente di vita, a comprendere le dinamiche che governano le città e a promuovere la salute è un passo fondamentale verso la costruzione di comunità più sane.

