L’intelligenza artificiale sta trasformando molti settori, inclusa la sanità, promettendo cambiamenti significativi nelle pratiche sanitarie e nella gestione della salute pubblica. Se utilizzata in modo etico e responsabile, può offrire soluzioni innovative alle sfide moderne e urgenti per il benessere e la salute del pianeta in un’ottica One health.
Le applicazioni promesse
La capacità di analizzare con sistemi di intelligenza artificiale dati non strutturati ed eterogenei – come lettere di dimissione, cartelle cliniche elettroniche, sistemi di sorveglianza sanitaria e monitoraggi ambientali – rappresenta un’opportunità unica per migliorare l’efficacia della strategia One health in diversi ambiti della salute pubblica. Per esempio, l’intelligenza artificiale applicata nella sorveglianza epidemiologica integrata delle malattie zoonotiche, emergenti e riemergenti, consente di velocizzare la rilevazione di infezioni e la previsione di focolai epidemici, e l’identificazione di rischi permettendo interventi tempestivi. In parallelo, l’uso di algoritmi avanzati consente una gestione più efficiente delle risorse e riduce le incertezze nel trattamento e nella prevenzione delle malattie infettive che coinvolgono la salute umana, animale e ambientale; i sistemi di supporto decisionale basati sull’intelligenza artificiale possono assistere i professionisti sanitari nel prendere decisioni cliniche basate su evidenze solide, migliorando così gli esiti terapeutici e allineandosi ai principi della strategia One health.
Inoltre, il machine learning si è affermato come una delle tecnologie più promettenti per la sorveglianza delle infezioni correlate all’assistenza sanitaria e per l’antimicrobico resistenza, entrambe aree di grande rilevanza nel contesto della One health. La possibilità di analizzare rapidamente grandi dataset ecologici, epidemiologici e ospedalieri risulta particolarmente utile poiché molte tecniche di prevenzione e controllo delle infezioni negli ospedali si basano ancora su metodi manuali che richiedono un intenso lavoro di raccolta e analisi di grandi volumi di dati provenienti da cartelle cliniche (non sempre elettroniche), laboratori di microbiologia e virologia e altri dati clinici, per monitorare i tassi di infezione all’interno dell’ospedale. Il processo manuale è spesso lungo e impegnativo, con il rischio che l’identificazione di focolai o cluster di infezioni venga ritardata, compromettendo la rapidità degli interventi.
Un’altra potenziale applicazione dell’intelligenza artificiale è l’analisi dei fattori ambientali e climatici per prevedere l’insorgenza di malattie trasmesse da vettori. In questo contesto, gli algoritmi possono migliorare l’efficacia degli interventi, identificando le aree a rischio e consentendo risposte proattive da parte delle autorità sanitarie.
In generale, nonostante l’efficacia di questi algoritmi, la supervisione umana rimane essenziale: un approccio “human-in-the-loop” garantisce che i risultati ottenuti siano interpretati e convalidati da professionisti sanitari, per supportare decisioni informate. L’integrazione del machine learning con l’esperienza umana rende i sistemi di sorveglianza delle infezioni più efficienti ed efficaci nella gestione dei focolai e nel miglioramento della sicurezza dei pazienti. Inoltre, per sfruttare appieno le potenzialità di queste tecnologie, è essenziale che i professionisti sanitari, inclusi medici, infermieri, veterinari, esperti ambientali e altri specialisti, ricevano una formazione adeguata, con particolare attenzione agli aspetti tecnici, etici e legali, inclusa la gestione dei dati personali e la consapevolezza dei potenziali bias algoritmici.
Opportunità e difficoltà
Nonostante le promesse, l’adozione dell’intelligenza artificiale presenta sfide che devono essere considerate con attenzione, come la sicurezza dei dati e la privacy dei pazienti che sono fondamentali e devono essere considerate rigorosamente, ad esempio, attraverso l’applicazione delle normative come il Regolamento generale sulla protezione dei dati. Tecniche come il federated learning e la privacy differenziale offrono soluzioni promettenti, consentendo l’analisi dei dati senza compromettere le informazioni personali. Le considerazioni etiche, come la prevenzione dei bias algoritmici e la garanzia di un’assistenza sanitaria equa, sottolineano l’importanza della trasparenza e dell’uso di modelli di intelligenza artificiale spiegabili.
Inoltre, molti professionisti sanitari potrebbero non avere le competenze digitali necessarie. Questo divario digitale può generare resistenze all’adozione delle nuove tecnologie, dovute a una mancanza di familiarità, alla paura della sostituzione del lavoro o alla percezione di una complessità eccessiva. Superare queste sfide richiede iniziative di formazione mirata e sviluppo delle competenze, affinché i professionisti sanitari possano utilizzare e trarre pieno vantaggio da questi strumenti.
L’intelligenza artificiale rappresenta un potente strumento innovativo, ma richiede un’adeguata supervisione umana e un solido quadro etico che bilanci i benefici con la tutela dei diritti e delle libertà individuali.
In sintesi, l’intelligenza artificiale rappresenta un potente strumento innovativo, ma richiede un’adeguata supervisione umana per garantire un’applicazione equa e responsabile delle tecnologie. Ciò richiede non solo competenze e tecniche avanzate, ma anche un solido quadro etico che bilanci i benefici con la tutela dei diritti e delle libertà individuali. Gli sviluppi futuri dovranno tenere conto del consenso informato, della sicurezza dei dati e della formazione degli operatori sanitari, per rafforzare la fiducia della popolazione e garantire che tali tecnologie siano impiegate per la salute e il benessere di tutti.
Bibliografia
– Maleki Varnosfaderani S, Forouzanfar M. Bioengineering 2024;11:337.
– Chen M, Decary M. Health Manage Forum 2020;33:10-8.
– Arzilli G, et al. Antibiotics (Basel) 2024;13;13:77.
– De Angelis L, et al. Front Public Health 2023;11:1166120.

