Dato il crescente utilizzo della telemedicina e delle tecnologie digitali, i governi hanno bisogno di dati sul rapporto costo-efficacia complessivo di questi strumenti e di raccomandazioni su come migliorarli o investire in essi. Possiamo dire di avere abbastanza valutazioni economiche di qualità per sostenere gli investimenti in questo campo?
Sebbene disponiamo da oltre un decennio di studi sul rapporto costo-efficacia dei servizi di telemedicina, l’ampia variazione dei modelli, delle situazioni e delle condizioni dei pazienti, dei cambiamenti tecnologici e dei diversi sistemi sanitari che implementano la telemedicina fanno sì che ci sia ancora bisogno di studi e prove per la maggior parte dei progetti di investimento in questo campo. Abbiamo buone prove che la telemedicina faccia risparmiare costi e tempo ai pazienti, mentre quelle di costo-efficacia per il sistema sanitario sono contrastanti. L’efficienza economica dei servizi deriva da aspetti come la riduzione degli spostamenti dei pazienti o dei medici, la riduzione del bisogno di spazio negli uffici e la possibilità di vedere più pazienti in un giorno; ma questi risparmi devono compensare i costi della tecnologia e l’aumento dell’organizzazione amministrativa.
In base a quali criteri dovremmo valutare il “valore” della telemedicina per un reale miglioramento dell’assistenza e delle cure sanitarie?
Uno dei grandi punti di forza della telemedicina è che i pazienti possono rimanere nelle loro comunità per ricevere le cure. Ciò significa che le interferenze con il lavoro e con le loro responsabilità di cura sono minori, con effetti positivi per la società. I pazienti, inoltre, possono svolgere la maggior parte delle prestazioni, come ecografie, flebotomia, medicina generale e assistenza domiciliare, in strutture locali, il che fa sì che una parte maggiore dei profitti associati alle loro cure rimanga nella loro comunità. Quando valutiamo la teleassistenza, dobbiamo utilizzare criteri ampi che vadano oltre il costo di una telefonata o di una videochiamata e valutare il fatto che le modifiche al modo in cui vengono erogate le cure stanno effettivamente cambiando l’intero ecosistema dell’assistenza sanitaria sia per i pazienti sia per la società.
Dopo la pandemia di covid-19, un’area di dibattito che si è aperta riguarda il costo da pagare per le visite svolte in modalità telematica. Qual è la sua opinione in merito?
Come per qualsiasi altro finanziamento sanitario i fondi devono essere utilizzati per fornire la giusta assistenza al giusto paziente e nel modo giusto. Ogni paziente è unico e la telemedicina offre l’opportunità di fornire un’assistenza più flessibile e personalizzata. Finanziare questi settori è parte integrante dell’incoraggiamento di un’assistenza flessibile per il paziente, perché migliora il modo in cui i medici e i servizi sanitari forniscono i servizi. Molti Paesi hanno finanziato le consultazioni telefoniche, video e di persona, fino al punto che in Australia è aumentato l’utilizzo dei telefoni perché sono semplici da usare.
Quali sono le sfide principali da affrontare per garantire che la telemedicina raggiunga la stessa sicurezza ed efficacia delle cure tradizionali e che aumenti l’efficienza senza aumentare i costi?
La sicurezza e l’efficacia sono state dimostrate per molte aree cliniche nell’ambito della telemedicina; le evidenze in questo campo sono molto più numerose di quelle relative agli aspetti economici. Migliorare l’efficienza senza aumentare i costi richiede alcuni adattamenti dei flussi di lavoro e dei percorsi dei pazienti, al fine di garantire che i benefici superino i costi di implementazione e di servizio.
In che modo i sistemi sanitari possono bilanciare la convenienza e la maggiore accessibilità che possono derivare dalla telemedicina con i rischi potenziali (tra cui l’uso eccessivo di test costosi, la diminuzione delle cure preventive e l’esacerbazione delle disparità sanitarie)?
I rischi per i consumatori dipendono dal contesto e quindi devono essere soppesati dal paziente e dal medico curante. Credo che fornire ai consumatori e ai medici gli strumenti e le opzioni per dare o ricevere cure nel modo che ritengono più appropriato sia uno dei modi migliori per gestire l’equilibrio.

