La telemedicina sta vivendo un periodo di espansione e integrazione nel sistema sanitario nazionale. Uno sviluppo guidato dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (con gli oltre 2,6 miliardi di euro stanziati) ma anche dalla pandemia di covid-19. Infatti, secondo un rapporto dell’Osservatorio del Politecnico di Milano, se prima dell’emergenza sanitaria il livello di utilizzo di questi strumenti superava di poco il 10 per cento, durante l’emergenza è triplicato, superando il 30 per cento. Tuttavia, le criticità e gli ostacoli sono ancora molti e la distribuzione delle attività sul territorio risulta ancora troppo eterogenea. Alle criticità legate alla rimborsabilità delle prestazioni, si aggiungono quelle sulla mancanza dell’infrastruttura tecnologica. Per esempio, dall’analisi condotta dal Ministero della salute emerge che quasi il 30 per cento delle esperienze censite ha registrato rallentamenti nel portare a regime l’iniziativa a causa di problemi tecnici (interconnessione dei sistemi, banda, ecc.) o culturali (analfabetismo digitale, mancanza di adeguate professionalità specifiche). In queste pagine, che non hanno la pretesa di restituire un’analisi capillare di tutte le esperienze che si riferiscono alla telemedicina, abbiamo selezionato alcune attività in ambiti generici e specialisti e sintetizzato i dati dell’ultimo monitoraggio del Ministero della salute.
Teleriabilitazione cardiologica
È stato avviato presso il Politecnico di Milano un nuovo programma di teleriabilitazione cardiologia per seguire al meglio i pazienti cardiopatici dimessi dal reparto di cardiologia dopo un evento ischemico coronarico, tramite il monitoraggio da remoto. Il programma si rivolge a pazienti giovani, che sappiano usare dispositivi quali smartwatch o tablet e che siano in grado di effettuare una riabilitazione motoria a casa. Ai pazienti vengono forniti dei dispositivi indossabili, da polso, che registrano la frequenza cardiaca, la saturazione d’ossigeno, il dispendio energetico e la sedentarietà. Questo scambio di informazioni tra il paziente e la centrale operativa permette al clinico di capire come evolve la riabilitazione funzionale, soprattutto controllando lo stile di vita post evento ischemico (attività fisica e alimentazione) – molti pazienti hanno timore di tornare a svolgere le normali attività quotidiane – e l’aderenza terapeutica.
Piattaforme integrate per visitare a distanza
L’Azienda provinciale per i servizi sanitari (Apss) della provincia di Trento ha implementato un sistema di televisita, da aprile 2020, che consente ai medici specialisti di effettuare visite a distanza con i pazienti in tutte le branche specialistiche. La piattaforma utilizzata è Healthmeeting ed è integrata con il sistema informativo ospedaliero ambulatoriale, questo consente agli specialisti di interagire in modo sicuro con i pazienti tramite videochiamata e di produrre referti e prescrizioni elettroniche in tempo reale. Un altro strumento utilizzato per la televisita è la piattaforma Trec+, che consente agli specialisti di effettuare visite di base, di caricare e visualizzare documenti e immagini durante la visita, ma anche di configurare e gestire l’esecuzione di test o misurazioni preliminari prima della visita vera e propria. I risultati dei test vengono poi inviati al medico in modo che possa consultarli prima della visita. Per esempio, questa funzionalità è stata utilizzata in ambito oculistico per monitorare le funzioni visive dei pazienti. Infine, l’Apss offre anche un servizio di telemonitoraggio per i pazienti cronici, che permette di monitorare a distanza le condizioni di salute dei pazienti e di intervenire tempestivamente in caso di necessità.

Mappatura delle esperienze di telemedicina in Italia
Il Ministero della salute, al fine di definire la governance per la diffusione della telemedicina nell’ambito dei processi di cura e assistenza ai cittadini, ha condotto una mappatura delle esperienze di telemedicina sul territorio nazionale nel corso del 2018 prima e del 2021 poi. I dati presenti in queste pagine corrispondono all’aggiornamento del 2021. Nell’osservazione dei dati è fondamentale tenere in considerazione che le due analisi non sono esattamente corrispondenti, indagano secondo diversi livelli di dettaglio: ciononostante prima della pandemia erano attive 282 esperienze di telemedicina sul territorio, mentre nel 2021 la mappatura ne ha rilevate 369. Il motivo principale che ha guidato le iniziative, secondo quanto dichiarato nei questionari erogati alle strutture, è stata la necessità di fronteggiare l’emergenza pandemica; al secondo posto l’obiettivo era garantire l’accesso ai servizi sanitari nelle aree remote o per patologie rare e, a seguire, la promozione dell’empowerment del paziente. La Lombardia e il Lazio risultano essere le Regioni con il maggior numero di esperienze specifiche riferibili alle aree patologiche a maggior impatto sulle cronicità in Italia. Inoltre, nel 2021, viene evidenziato un elevato numero di esperienze specifiche anche in Puglia (cardiologia, diabetologia e pneumologia), in Emilia-Romagna (cardiologia e pneumologia), in Veneto e Abruzzo (cardiologia) e in Piemonte (nefrologia).
Fonte: Ministero della salute, 2018-2021.
COReHealth
La Centrale operativa regionale di telemedicina delle cronicità e delle reti cliniche è un progetto che si avvale del supporto dell’Azienda ospedaliero-universitaria Policlinico di Bari – Giovanni XXIII. I pazienti possono essere curati da casa, accompagnati ad un’autogestione della propria malattia cronica. La Centrale mette a disposizione del team di cura una piattaforma cloud per la gestione telematica dei propri pazienti offrendo fra i principali servizi: percorsi di monitoraggio personalizzati, servizi di teleassistenza, televisita, teleconsulto e telecooperazione sanitaria, servizi digitalizzati per la presa in carico, personalizzazione e gestione dei piani di cura dei pazienti, gestione logistica dei kit dispositivi medici forniti al paziente in base alle esigenze (tablet, saturimetro, multiparametrico, bilancia, ecc.). Un’app permette al paziente di restare in contatto con specialista e caregiver e di consultare l’agenda delle televisite, il proprio piano terapeutico e l’inserimento dei parametri vitali. La sperimentazione è stata avviata su tre pdta: tumore della mammella, diabete/ipertensione e talassemia.
Progetto Telpass
Grazie alla collaborazione tra l’Asp di Potenza e l’Aorn Santobono- Pausilipon, è stato avviato Telpass: telemedicina e teleconsulto specialistico per cure palliative pediatriche. L’obiettivo è configurare servizi specialistici da parte degli operatori dell’Aorn, per rispondere al bisogno assistenziale dei pazienti pediatrici in cura principalmente presso l’hospice pediatrico di Lauria. Attraverso la telemedicina e il teleconsulto specialistico un professionista sanitario dell’Asp può richiedere ad un professionista sanitario dell’Aorn una consulenza specialistica senza che il paziente debba recarsi presso questa struttura sanitaria. Le informazioni cliniche, i documenti sanitari, le refertazioni strumentali cliniche e/o radiologiche, le immagini prodotte da apparecchiature di imaging sono condivisi su cloud dedicato e in cartelle personalizzate per paziente e consentono ai professionisti dell’Aorn di fornire consulti, proporre terapie e suggerire percorsi terapeutici, che vadano ad affiancarsi a quanto già attivato dall’Asp. La piattaforma permette di definire all’amministratore del servizio i diversi livelli di accesso dei singoli operatori e il tracciamento dei loro interventi, in modo da rendere possibile la quantificazione delle attività, l’estrazione di indicatori per l’elaborazione di dashboard utili per la qualificazione di efficacia ed efficienza degli interventi.
Azimuth
Il progetto Azimuth ha l’obiettivo di ottimizzare l’assistenza ai pazienti con insufficienza cardiaca, attraverso un percorso di digital health. Un progetto nato da un gruppo di esperti della Fondazione Policlinico Gemelli, in collaborazione con partner industriali (Astrazeneca) e tecnologici (Innovation Sprint). Azimuth permette il monitoraggio clinico da remoto tramite smartphone, dove il paziente può condividere parametri vitali, segni e sintomi, questionari validati e, in caso di necessità, interagire con il team clinico. Inoltre, il sistema è in grado di individuare situazioni potenzialmente critiche, supportando il clinico nella prioritizzazione dei pazienti. Ad oggi il progetto è attivo in quattro ospedali dislocati in tutto il territorio nazionale con quasi 300 pazienti arruolati. L’obiettivo è sviluppare un modello di assistenza innovativo attraverso la personalizzazione del percorso di cura, aumento del self-care e qualità della vita del paziente, con conseguente miglioramento dei risultati clinici. La raccolta e condivisione di dati real-world consente di ottenere una panoramica completa e in tempo reale dell’andamento dello stato di salute permettendo una proattività del sistema sanitario.
Progetto televisita
Presso l’ospedale Niguarda di Milano è attivo un progetto sperimentale di televisita per i pazienti in cura preso gli ambulatori di diabetologia, unità spinale, medicina riabilitativa e neuroriabilitazione, hepatitis center, cardiologia 4 – diagnostica e riabilitativa. La televisita viene realizzata tramite una specifica piattaforma regionale che consente di mettere in contatto lo specialista ospedaliero con il paziente a casa. La possibilità di attivare questo nuovo servizio viene valutata dal medico ospedaliero che, durante una visita ambulatoriale o telefonicamente, concorda con il proprio assistito le modalità per avviare i controlli. Nei primi due mesi della sperimentazione a Niguarda, la televisita è stata utilizzata per circa 300 pazienti, con un’età media di 47 anni e il 40 per cento di questi proveniente da ats fuori Milano.
Centrale territoriale di teleriabilitazione
In Veneto, più precisamente a Paese, comune con poco più di 20mila abitanti della provincia di Treviso, è stata inaugurata la nuova Centrale territoriale di teleriabilitazione per permettere, tramite un sistema di intelligenza artificiale e grazie all’équipe riabilitativa territoriale – composta da fisiatri, fisioterapisti, logopedisti e terapisti occupazionali –, di offrire un servizio personalizzato e diretto ai pazienti a domicilio. Il progetto prevede l’uso di dispositivi per il monitoraggio remoto dei parametri vitali, con dati trasmessi direttamente al medico curante, permettendo un intervento tempestivo in caso di necessità. Il paziente può quindi seguire da casa i percorsi riabilitativi con la possibilità di interventi in tempo reale, recandosi nelle strutture ospedaliere solo in caso di bisogno.
Supporto psicologico per gli operatori di Polizia locale
La Regione Emilia-Romagna ha avviato un servizio di consultazione psicologica gratuita, attivo per il biennio 2023-2024, accessibile da remoto, dedicato agli operatori della Polizia locale della Regione, per promuoverne il benessere psico-fisico e fornire un sostegno concreto a coloro che si trovano esposti a eventi a forte impatto emotivo. Grazie a questa sperimentazione, sarà messo a disposizione di tutti i comandi di Polizia locale un professionista della salute mentale in modo diretto, riducendo al minimo le barriere, garantendo la sicurezza e la riservatezza del percorso. L’Ausl di Modena si occuperà della selezione, formazione e supervisione clinica dei professionisti. l
Liberi@mo la salute: telemedicina negli istituti penitenziari
Presso l’Asl Roma 2, poco meno di un anno fa, è partito il progetto “Liberi@mo la Salute: telemedicina negli istituti penitenziari”, con l’obiettivo di migliorare l’assistenza sanitaria nelle carceri tramite televisite, teleconsulti, telerefertazione e telemonitoraggio. Il sistema consente ai medici di condividere esami diagnostici con specialisti ospedalieri attraverso videoconferenze, migliorando la gestione delle cure e riducendo i tempi di attesa. Il progetto, iniziato presso il polo penitenziario di Rebibbia, è replicabile in altre strutture del Lazio e rappresenta un nuovo modello di sanità per garantire il diritto alla salute dei detenuti, riducendo i costi dei trasferimenti e del personale di scorta. l
Telemedicina per i pazienti cronici
Sono undici i comuni coinvolti tra Palermo, Messina e Catania, così come le Aziende sanitarie provinciali di Palermo ed Enna, che hanno iniziato a puntare sulla telemedicina. All’Ospedale Umberto I di Enna sono già 4mila i pazienti cronici con comorbilità dimessi per continuare le cure in telemedicina, attraverso presidi sanitari telematici collegati a una piattaforma digitale che consente il monitoraggio in tempo reale dei parametri vitali, mentre attraverso l’intervento del medico o dell’infermiere a domicilio vengono effettuati esami o visite specialistiche necessarie. Con l’Azienda di servizio alla persona di Palermo, invece, dal luglio 2023 sono stati già effettuati 5mila interventi nei confronti di pazienti cronici, segnalati dal distretto sanitario di Lercara o dagli assistenti sociali dei comuni per l’assistenza domiciliare integrata digitalizzata.
Pazienti con malattie rare
L’Azienda ospedaliera dei Colli dal 2024 ha iniziato le visite in telemedicina per consentire ai pazienti di avere accesso a consulenze mediche, monitoraggio da remoto, gestione delle terapie e supporto psicologico senza muoversi da casa. Il progetto parte per i pazienti affetti da malattie rare seguiti dal Centro di coordinamento malattie rare della Regione Campania, perché provengono anche dalle località più remote della Campania e, spesso, da fuori regione, affrontando lunghe distanze per accedere a cure specializzate, ma sarà esteso a tutti gli utenti dell’Azienda ospedaliera. Nell’ambito del progetto, inoltre, è già operativo anche il telemonitoraggio per i pazienti affetti da cardiopatie congenite del centro Guch. A loro sono stati distribuiti dispositivi tecnologici attraverso i quali monitorare i parametri vitali per una gestione sempre più efficace delle condizioni mediche croniche e una rapida risposta a eventuali cambiamenti.
Abilita
Il progetto “Abilita”, in uso nelle residente sanitarie per anziani (rsa) trentine e promosso da TrentinoSalute4.0, prevede un servizio di telecooperazione tra il team medico e sanitario ospedaliero di Abilita e i fisioterapisti coinvolti nella gestione degli ospiti delle rsa. Introdotto nel 2022, il servizio permette di effettuare diagnosi accurate senza necessità di spostare i pazienti con difficoltà motorie o fragili. Il processo prevede che i fisioterapisti delle rsa richiedano consulenze digitali ad Abilita, inviando video e foto, e che ricevano valutazioni e prescrizioni di ausili tramite videochiamata, con un risparmio di tempo e risorse. La piattaforma consente anche la consultazione dei dati clinici e la firma digitale delle prescrizioni. Inoltre, familiari e caregiver possono partecipare alle valutazioni da remoto. La sperimentazione ha riscontrato alcune criticità, come la digital literacy degli operatori, ma ha confermato l’efficacia del modello. I futuri sviluppi prevedono l’estensione della piattaforma a teleconsulto e teleconsulenza in vari contesti sanitari, inclusi pronto soccorso e consulti multidisciplinari.
Ambulatorio virtuale
Valutare in anticipo il paziente avviato alla chemioterapia per determinare l’idoneità al trattamento e ottimizzare la durata del ricovero è l’obiettivo del progetto “Televisita in oncologia, strumento di triage per l’ottimizzazione della chemioterapia in ricovero ordinario”, sviluppato presso la Fondazione Irccs Istituto nazionale dei tumori di Milano. Nell’approccio tradizionale, l’esito degli esami del sangue effettuati il mattino stesso può essere tale da annullare il ricovero, oppure, il trattamento è confermato, ma la validazione dello schema di chemioterapia non arriva in tempo utile. Pertanto, sono stati identificati i pazienti che avrebbero potuto beneficiare il giorno prima del ricovero di un triage in televisita in grado di evitare il rischio di un prolungamento della degenza. Successivamente è stato definito un percorso che inizia circa 24/48 ore prima del ricovero, con il prelievo ematico che il paziente può fare in un centro vicino al proprio domicilio, il referto degli esami viene caricato dal paziente nell’“Ambulatorio virtuale”, per poi accedere alla televisita e stabilire un primo contatto con il medico, che può così analizzare il quadro clinico del paziente 24 ore prima del ricovero. Tale organizzazione permette di raggiungere due risultati importanti: il primo è intercettare in anticipo le problematiche che impedirebbero il trattamento, il secondo è confermare lo schema di chemioterapia entro i tempi prescritti. In questo modo la struttura ospedaliera può riallocare i posti letto rimasti liberi e migliorare l’indice di qualità ed efficienza delle prestazioni erogate. Non solo, il contatto a distanza propedeutico al ricovero permette al paziente di entrare in contatto con l’équipe curante in anticipo e, soprattutto, di evitare inutili viaggi con conseguente risparmio di tempo, costi e fatica.
Telegestione e telerefertazione nella retinopatia diabetica
L’Azienda Usl di Ferrara ha condotto il progetto “La telegestione e la telerefertazione dell’imaging medicale non radiologico applicate allo screening della retinopatia diabetica”, che consiste nello sviluppo del servizio di telerefertazione attraverso l’introduzione di un retinografo digitale al fine di garantire ai pazienti diabetici un accesso più sicuro al percorso di prevenzione, diagnosi e cura delle complicanze oculari. Il servizio prevede l’esecuzione della telerefertazione della retinografia, da parte degli specialisti oculisti situati nella casa di comunità Cittadella San Rocco, ai pazienti diabetici che si recano presso la casa di comunità di Codigoro. La prestazione di retinografia digitale può essere prescritta dal diabetologo attraverso l’applicativo di attività ambulatoriale. Da febbraio a ottobre 2022 sono stati svolti 8 esami a settimana, per un totale di 118 retinografie. Gli oculisti hanno espresso un parere positivo sulla qualità delle immagini rilevate e, conseguentemente, sull’intero processo di refertazione. Dal punto di vista clinico/diagnostico, sarà misurata la qualità percepita da parte degli utilizzatori tramite un questionario dedicato e la soddisfazione da parte degli operatori coinvolti mediante interviste. Il progetto ha visto il coinvolgimento di una pluralità di professionisti, quali diabetologi e oculisti, personale sanitario ortottista, l’ingegneria clinica, personale tecnico informatico, responsabili delle case della comunità, ecc.
A cura di Giada Savini
>Vuoi segnalarci un’esperienza di telemedicina nella tua Regione?
Scrivici all’indirizzo: forward@recentiprogressi.it




