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“Siamo tutti ammalati, ma anche un po’ dottori”

La “modernizzazione” della medicina ha messo in discussione l’autoreferenzialità del medico affermando il principio dell’autonomia del paziente.

Paola Michelozzi

Dipartimento di Epidemiologia, Servizio sanitario regionale del Lazio, Asl Roma 1

By Luglio 2016Agosto 26th, 2020No Comments

“Doctor knows best”. La “modernizzazione” della medicina ha messo in discussione l’autoreferenzialità del medico affermando il principio dell’autonomia del paziente (essere arbitro e decisore di ciò che è bene e ciò che è male per sé stesso). Ma la transizione verso nuovi modelli medico-paziente è ancora in atto e il riconoscimento del diritto alla trasparenza e accountability per il paziente deve essere fortemente sostenuto, sia per motivi etici sia per motivi pragmatici: chi compra prestazioni deve conoscere la qualità di ciò che sta comprando.

“Before there were patients. Now, there are e-patients”. Il progresso della comunicazione via web ha sicuramente rivoluzionato il modo in cui le informazioni sulla salute e sui trattamenti arriva ai cittadini e sempre più frequentemente i pazienti ne fanno uso. Ma le informazioni attraverso blog, social network e siti web sono davvero in grado di migliorare la capacità dei pazienti di scegliere le cure migliori? E chi per varie ragioni non ha accesso al web sarà tagliato fuori da quest’opportunità?

Migliora la qualità dell’informazione? Molti esempi testimoniamo il progresso nella capacità di fare informazione verso i pazienti. Ad esempio, negli ultimi anni in Italia la ricerca e il dibattito scientifico in tema di valutazione comparativa di esito sono molto cresciuti e non solo stanno determinando importanti cambiamenti della pratica medica, ma migliorano anche la capacità dei cittadini e delle loro associazioni di scegliere e valutare i servizi.

Universalità, eguaglianza ed equità di accesso alle cure. Sono i principi a cui si ispira il nostro sistema sanitario. Ma la capacità di utilizzare l’off erta di prestazioni continua ad essere fortemente influenzata dalle caratteristiche del paziente, dalla sua condizione socioeconomica, dalla sua istruzione, che determinano la sua capacità di “scegliere” nell’ambito delle off erte del sistema sanitario.

I gruppi portatori di bisogni complessi e di multimorbilità. Il progressivo invecchiamento della popolazione modifica i profili di malattia. Diversificare le strategie di intervento, affiancando alle politiche universali (indirizzate a tutti) piani strategici mirati ai gruppi portatori di bisogni multipli e complessi, potrebbe rappresentare l’unico approccio in grado di contrastare efficacemente le disuguaglianze, agendo sul volto nascosto dell’iniquità.

Ancora molta strada da fare per l’empowerment del paziente. Mettere la trasparenza e la partecipazione attiva del paziente al centro del sistema sanitario è un obiettivo importante, ma comporta un certo numero di rischi. Uno è la presenza sul web di informazioni di bassa qualità, ma il rischio maggiore è ottenere risultati marginali sull’empowerment e realizzare al suo posto la transizione dal paternalismo storico della classe medica ad una nuova forma esercitata dallo stato.

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