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Health literacy: un diritto dei cittadini, un dovere delle istituzioni

Un’importante strategia di empowerment per una scelta partecipata.

Walter Ricciardi

Presidente dell’Istituto superiore di sanità

By Luglio 2016Agosto 26th, 2020No Comments

Un’attiva partecipazione e responsabilizzazione dei cittadini alle decisioni che riguardano la loro salute e il sistema salute è una garanzia di sostenibilità di un Servizio sanitario nazionale pubblico universalistico. Diventa quindi prioritario che la responsabilità della propria salute diventi un patrimonio consapevolmente vissuto dai cittadini e sempre più diffuso e radicato e, alla fine, efficace ed efficiente. Il punto di partenza è l’educazione sanitaria del cittadino attraverso la diffusione e condivisione di una corretta informazione. Proprio in quest’ottica, l’impegno di un’istituzione quale l’Istituto superiore di sanità è di mettere a disposizione dei cittadini – con un linguaggio corretto e comprensibile ai non addetti ai lavori – le conoscenze maturate tanto dai nostri ricercatori quanto dalla comunità scientifica a livello mondiale.

“Un’attiva partecipazione e responsabilizzazione dei cittadini alle decisioni che riguardano la loro salute e il sistema salute è una garanzia di sostenibilità di un Servizio sanitario nazionale pubblico universalistico.”

C’è sicuramente un gap forte tra il linguaggio scientifico e quello che comprendono i cittadini. Questo è particolarmente evidente nel nostro paese che, nelle classifiche internazionali di literacy, figura all’ultimo posto quanto a livello di literacy scientifica e purtroppo anche di literacy letteraria con l’80% di cittadini italiani non alfabetizzato a fronte del 20% in Giappone, che è il primo in graduatoria [1]. I nostri cittadini possono saper leggere e scrivere, cioè non sono analfabeti nel senso tradizionale del termine, ma possono non comprendere fenomeni complessi, in particolare in ambito scientifico sanitario. I casi Stamina e Di Bella, la resistenza nei confronti dei vaccini e l’adozione di stili di vita assolutamente incongruenti ne sono una dimostrazione indiretta.

L’alfabetizzazione scientifica dei cittadini è una necessità sociale di cui le istituzioni devono prendersi carico. Anche attraverso il web e i social media, il nostro sforzo sarà di tradurre le informazioni che riguardano la ricerca e la salute in un linguaggio comprensibile, in modo da aiutare i cittadini a fare le scelte migliori. Inoltre, con il Centro nazionale per la prevenzione e promozione della salute cercheremo di mettere a disposizione dei decisori e dei cittadini interventi di prevenzione e promozione della salute che siano più evidence-based, cioè che effettivamente abbiano dimostrato di essere efficaci. Senza questi sforzi di health literacy, il rischio per il nostro Servizio sanitario nazionale è che i cittadini siano abbandonati a se stessi o, peggio, strumentalizzati da qualcuno che invece potrebbe avere altri interessi.

“Senza questi sforzi di health literacy, il rischio per il nostro Servizio sanitario nazionale è che i cittadini siano abbandonati a se stessi o, peggio, strumentalizzati da qualcuno che invece potrebbe avere altri interessi.”

Senz’altro internet, i social media e in genere le nuove tecnologie devono giocare un ruolo importante in questo sforzo di rendere i cittadini maggiormente consapevoli e in grado di partecipare più attivamente alle proprie scelte. La tecnologia c’è già, non la dobbiamo inventare; è il modo in cui la utilizziamo o la sottoutilizziamo che deve cambiare e questo, ovviamente, deve essere un impegno non solo delle istituzioni pubbliche ma anche di tutti.

Bibliografia
[1] OECD Skills Outlook 2013. First Results from the Survey of Adult Skills. OECD Publishing, 2013.

 

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