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Clima Articoli

Cosa possono fare i medici?

Guidare le scelte e avviare un’azione pubblica

Roberto Romizi

Medico di medicina generale, Presidente nazionale Isde Italia

By Dicembre 2022Nessun commento
Fotografia di Lorenzo De Simone

ilpunto.it è un nuovo progetto dell’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Torino che sollecita i medici a riflettere e approfondire tematiche che riguardano la deontologia professionale, la metodologia della ricerca, la bioetica e i rapporti tra scienza e politica. Anche grazie alla collaborazione dell’Associazione medici per l’ambiente, ilpunto sta prestando particolare attenzione all’emergenza climatica e al ruolo che – individualmente e come parte della comunità scientifica – i medici possono giocare nel contrasto al cambiamento climatico. La versione integrale di questo articolo è uscita con il titolo “I medici devono occuparsi anche della salute dell’ambiente” ed è consultabile sul sito del progetto.

Dal momento che i rischi per la salute sono inequivocabilmente legati al degrado ambientale e agli stili di vita, i medici devono orientare il loro ruolo professionale e civile per promuovere la salute anche attraverso scelte di tutela ambientale. È opportuno sostenere e consigliare le altre categorie professionali e le amministrazioni pubbliche affinché promuovano politiche di prevenzione e quindi di salvaguardia ambientale, creando consenso intorno a scelte talvolta scomode e impopolari. I medici sono una categoria di opinion leader che si sta sempre più rendendo conto della necessità di impegnarsi, non solo in campo diagnostico terapeutico, ma anche in quello della prevenzione primaria ambientale. A un obiettivo tradizionale rivolto all’individuo, il medico deve quindi aggiungere un obiettivo collettivo rivolto alla popolazione nel suo insieme.

Il ruolo del medico si fa dunque sempre più complesso e sarà determinante per la salute delle generazioni future. Questo perché il medico ha le capacità, il dovere e la responsabilità di agire nell’interesse pubblico trasferendo sia alle comunità che alle istituzioni informazioni sui rischi legati alle modificazioni ambientali e sui vantaggi che si avrebbero evitando tali rischi. Riduttivo è impegnarsi nella raccolta di dati e di informazioni: occorre passare dall’azione di sorveglianza all’advocacy. Per  advocacy  si intende il “sostegno decisionale” in merito a questioni riguardanti la salute dei singoli o di intere comunità, che viene offerto dal medico (per l’ambiente) a decisori politici o semplici cittadini, guardando alla buona politica e alle buone pratiche e attingendo alle evidenze scientifiche presenti nella letteratura internazionale. Il medico (per l’ambiente) può assumere, se necessario, atteggiamenti critici (ma mai polemici) nel confronto con enti o istituzioni, che a volte operano evidenti distorsioni o “addolcimenti” delle evidenze scientifiche.

Il medico (per l’ambiente) può assumere, se necessario, atteggiamenti critici (ma mai polemici) nel confronto con enti o istituzioni, che a volte operano evidenti distorsioni o “addolcimenti” delle evidenze scientifiche.

Il medico del territorio in particolare (sia esso medico di medicina generale o pediatra di libera scelta) è in genere la principale figura di cui il cittadino si fida, che sente interessato alla sua salute, in cui crede e che quindi elegge volentieri ad avvocato della sua causa più preziosa la salute. (…) Potrebbero essere in grado di svolgere un’importante funzione educativa nei confronti dell’intera popolazione attraverso l’interazione con i singoli pazienti, in quanto unica figura sanitaria in grado di avere per ogni individuo una visione olistica e continuativa nel tempo, allargata anche al contesto familiare, sociale e lavorativo, che gli dà l’opportunità di personalizzare il messaggio.

Un ruolo altrettanto importante del medico del territorio si può concretizzare anche nell’intervento politico, volto a stimolare le istituzioni per l’attuazione di politiche di prevenzione primaria e, quindi, di eliminare o ridurre di fattori di rischio ambientali. (…) Tale attività di tipo pubblico può certamente essere più facilmente sostenuta attraverso l’adesione a organizzazioni capaci di coordinare una strategia comune all’intera categoria professionale, come nel caso dell’Associazione medici per l’ambiente – Isde Italia che persegue l’obiettivo prioritario di identificare e promuovere nuove strategie per l’integrazione delle politiche di salute con quelle di sostenibilità ambientale.

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