Skip to main content
Competenze Interviste

Squilibrio di genere nei comitati tecnico scientifici

Uno sguardo femminile avrebbe potuto far emergere, in tempo, i risvolti negativi del lockdown, in termini di disuguaglianze

Intervista a Giovannella Baggio

Presidente Centro studi nazionale su salute e medicina di genere

By Luglio 2022Nessun commento
Fotografia di Lorenzo De Simone

In che misura uno sguardo femminile avrebbe potuto migliorare il lavoro di un comitato tecnico scientifico?

Il comitato tecnico scientifico governativo ha avuto solo uomini (venti per la precisione) dall’inizio della pandemia (marzo 2020) sino al 3 maggio 2020. Successivamente, il presidente Conte ha chiamato sei donne tra cui la sottoscritta. La prima fase (inizio 2020) è stata davvero drammatica e vi era l’esigenza di una decisione molto restrittiva e in quei momenti dovevano quanto meno essere poste le domande: e i bambini? le famiglie? le donne? Lo smart working è stato davvero salvifico per alcune categorie, molto diverso invece se applicato a bambini, ragazzi, donne o uomini di estrazione sociale differente in base anche all’area geografica di appartenenza.  A posteriori queste valutazioni si sono fatte, ma in ritardo. Penso che una presenza femminile di fronte a queste decisioni avrebbe fatto emergere più facilmente questi risvolti così importanti. Noi cinque (la sesta ha dovuto ritirarsi molto presto per impegni lavorativi all’estero) siamo entrate all’epoca delle decisioni sulle riaperture e certo abbiamo contribuito a fare dei passi più coraggiosi, non incoscienti, ma tendenti a supportare le esigenze psicologiche di bambini e bambine e di ragazzi e ragazze, oltre che delle famiglie: centri estivi, scuole, le riaperture ponderate un po’ alla volta. In seguito, da marzo 2021, il comitato tecnico scientifico è stato ridotto a dieci persone, tra cui due donne, con una funzione che teneva molto conto anche delle esigenze economiche e politiche.

In quali circostanze a lei sembra che sia mancata un’attenzione per le differenze di genere, per esempio anche nella determinazione delle misure di prevenzione?

Non credo sia stata valorizzata la differenza tra uomini e donne di fronte alla malattia: molti più casi tra le donne (più operatrici sanitarie, più badanti, più figlie), ma molti più casi gravi e morti tra gli uomini. Perché? In parte per la minore attenzione alla prevenzione degli uomini; l’uomo in Italia fuma di più, beve di più ed è sempre stato meno attento alle regole (mascherina, distanziamento, igiene delle mani).

Tutte le figure di riferimento durante la pandemia sono state maschili, dal capo della Protezione civile al commissario straordinario per l’emergenza covid-19, Francesco Paolo Figliuolo, ai comitati etici. Questo ha fatto sentire le donne meno rappresentate durante il lockdown, che effetti ritiene abbia avuto?

Questo riflette in pieno il tipo di figure di riferimento dell’apparato politico. Le donne vanno fatte emergere a tutti i livelli, vanno cercate le persone davvero in gamba, anche perché talora può capitare che le persone di un certo livello non si buttino in politica, non siano conosciute.

A cura di Giada Savini

Lascia un commento

Contattaci