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Regole Articoli

Una buona guida per far guadagnare salute

È così difficile mantenersi in salute?

Simona Giampaoli

Già direttore, Dipartimento malattie cardiovascolari endocrino-metaboliche e invecchiamento, Istituto superiore di sanità

By Dicembre 2021Aprile 26th, 2022One Comment
Fotografia di Lorenzo De Simone

Per le persone sane è difficile seguire regole di salute: per questo è importante creare una “cultura della salute”, equilibrata fin dall’infanzia, dove il cibo sano deve essere presentato come buono e accessibile (anche nel costo) e l’attività fisica inquadrata non solo come sport, ma come gioco all’aperto e cammino. Modificare i propri comportamenti per una vita sana richiede tempo, impegno quotidiano e costanza, approfondimento delle conoscenze, un nucleo familiare disponibile e un gruppo di buoni amici. I benefici si evidenziano a lungo termine e sono stabili. Il supporto e l’esempio degli operatori sanitari è di grande importanza, pertanto è fondamentale la loro formazione, conoscenza approfondita sui benefici, capacità di ascolto per identificare difficoltà e disagio e tempo a disposizione. Comunicazione, ascolto e sostegno vengono spesso delegati alle figure di sostegno dei medici di medicina generale, quasi fossero azioni meno importanti. Tutte le linee guida sulla prevenzione riportano un capitolo iniziale sugli stili di vita, orientato alle persone già malate (ma i pazienti hanno già perso quel bene prezioso che è la salute!). Cambiare il proprio stile di vita è difficile in questa epoca in cui tutto deve essere raggiunto rapidamente.

Alimentazione, attività fisica, abolizione del fumo e limitazione del consumo di alcool sono i capisaldi per uno stile di vita “sano”. Si possono perseguire individualmente, meglio se accompagnati da politiche sanitarie di comunità, come ben evidenziato da Geoffrey Rose fin dalla metà degli anni ‘80. La strategia di comunità è quella più difficile da programmare perché affronta la difficoltà di cambiare le abitudini di vita della maggioranza della popolazione, compresi i più disagiati e fragili, cercando di spostare la distribuzione dei fattori di rischio in una direzione favorevole attraverso le politiche sanitarie: uno stile di vita sano in un ambiente sano in modo da ottenere una riduzione consistente di eventi su tutta la popolazione. Ne è testimonianza il successo della politica di controllo sul fumo. Il Piano nazionale di prevenzione 2020-2025 del Ministero della salute parla di “strategie di comunità intersettoriali, orientate alla promozione della salute, a partire dai primi 1000 giorni, per ridurre i fattori di rischio, rimuovere le cause che impediscono le scelte di vita salutari, migliorare la qualità di vita delle persone, contribuire a favorire la produttività in età lavorativa e mantenere l’autosufficienza in età avanzata, nelle comunità, nelle città, nelle scuole e nei luoghi di lavoro”.

Ci vorranno anni perché queste strategie vengano implementate nelle varie Regioni e nei comuni (la salute è responsabilità del sindaco). Intanto diamoci una mano a mantenere il più a lungo possibile questo bene prezioso che è la salute. Una volta raggiunta la consapevolezza che adottare uno stile di vita sano non sia una punizione o una necessità, bensì costituisca un modo per vivere più a lungo e con una buona qualità di vita, tutto diventa più facile.

 

 

Simona Giampaoli S, Jeremiah Stamler, Franco Bevilacqua.
Per mantenersi in forma BASTA POCO.
Roma: Il Pensiero Scientifico Editore, 2016.

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