Distanza Survey

Interrogarsi sulle distanze che covid-19 ha fatto emergere

I risultati della survey di Forward

By Giugno 2020Luglio 24th, 2020No Comments

Quasi mille i partecipanti al sondaggio di Forward nato dalle riflessioni qui raccolte sulla emergenza pandemica e sulla covid-19 che hanno come comune denominatore la parola “distanza”. Distanza fisica imposta dal rischio di contagio che paradossalmente ha lasciato spazio alla vicinanza resa possibile dai social media, dalla solidarietà, da forme altre di comunicazione con i pazienti e i familiari, dalla ricerca di evidenze per rispondere all’emergenza e di raccomandazioni per individuare le priorità. Distanza tra le idee e le azioni, tra i principi e i bisogni, tra il reale e il percepito. Cosa ne pensano i nostri lettori?


Chi ha risposto alla survey?

971 persone, età media 55 anni


Considera il lockdown una misura di contenimento…


“In assenza di evidenze forti – come nel caso dell’utilità protettiva delle maschere chirurgiche – è opportuno seguire un principio di precauzione e utilizzarle”. Quanto la trova d’accordo questa affermazione?


“La pandemia renderà più acuta la distanza sociale tra le classi, inasprendo le povertà”. Quanto la trova d’accordo questa affermazione?


Quali di questi problemi sono stati amplificati con la covid-19?


“I social media sono uno strumento di isolamento sociale”. Quanto era d’accordo con questa affermazione prima del lockdown?


Quanto invece lo è ora?


“Covid-19 rende tangibile la distanza tra la ricchezza dei dati, numeri e informazioni e la reale conoscenza”. Quanto la trova d’accordo questa affermazione?


“L’esperto propone certezze, il ricercatore instilla il dubbio e indica le aree grigie della conoscenza”. Quanto la trova d’accordo questa affermazione?


“La violenza sulle donne ha radici profonde, ma questa situazione di isolamento ha messo ulteriormente in evidenza quanto ancora siamo distanti dal saper affrontare questo problema di salute pubblica e sociale”. Quanto la trova d’accordo questa affermazione?


Per l’emergenza covid-19 i risultati preliminari di studi in corso sono spesso anticipati in comunicati stampa o su database aperti, prima che le ricerche siano passate al vaglio della peer review. È d’accordo con questa prassi?


Cosa diventa prioritario in questa fase di uscita dall’emergenza sanitaria?


Che cosa è mancato principalmente nella comunicazione su covid-19 da parte dei politici e della comunità scientifica?

Lascia un commento