(R)evolution Articoli

Fare dell’innovazione una realtà

L’esempio del sistema sanitario britannico.

By Dicembre 2019Ottobre 1st, 2020No Comments

Nella calda estate del 1858 Londra fu colpita da un intenso odore di acque reflue non trattate. Un evento singolare passato alla storia con il nome di Great stink, che portò all’attenzione pubblica il problema dello smaltimento dei rifiuti solidi e liquidi umani nel Tamigi, la principale fonte di approvvigionamento idrico per i londinesi. Proprio quattro anni prima il medico John Snow aveva dimostrato che un’epidemia di colera nel quartiere di Soho era stata causata dall’acqua potabile contaminata da liquami. Fortunatamente il Great stink cessò con l’arrivo delle piogge ma il governo decise di affrontare il problema alla radice: incaricò il Metropolitan moard of works di redigere una relazione sulla grande puzza londinese e di trovare una soluzione. Vennero investiti 2,5 milioni di sterline per costruire un nuovo sistema fognario, progettato dall’ingegnere Sir Joseph Bazalgette, che divenne il modello di un sistema igienico moderno adottato ancora oggi in diversi paesi.

A ricordare la storia del Great stink è Tony Young, direttore clinico per l’innovazione al National health service (Nhs), considerando che, come allora, spetterebbe al governo assumere oggi la guida nel dibattito sull’uso dei big data e sulle applicazioni dell’intelligenza artificiale in sanità per mettere il paese nella condizione di non ostacolare ma di accelerare la trasformazione della medicina digitale senza che diventi “tossica” [1] e per fare del Nhs uno dei servizi sanitari più pro-innovazione al mondo.

Il punto di partenza su cui ragionare per Young è che molte delle innovazioni offerte dalla telemedicina e dall’intelligenza artificiale non sono ancora state pienamente adottate dai sistemi sanitari se non in poche realtà: “Una situazione che potrebbe cambiare”. Ragion per cui si è scelto di avviare diverse iniziative al fine di creare un terreno fertile per l’innovazione [2]. Un esempio è l’Accelerate access collaborative, un’organizzazione che riunisce le imprese, il governo e il Nhs con l’obiettivo di rendere rapidamente accessibili quelle tecnologie innovative che possono migliorare gli outcome clinici e l’assistenza sanitaria a tutti coloro che potrebbero trarne beneficio. Il lavoro di questa organizzazione comincia già a dare i suoi frutti. Una delle sette tecnologie identificate come promettenti è HeartFlow, algoritmo che migliora la diagnosi di coronaropatia e offre la possibilità di evitare esami diagnostici invasivi spesso non necessari, come l’angiografia coronaria. Un anno fa quasi nessun centro aveva adottato oltremanica questa tecnologia, oggi grazie all’attività svolta dall’Accelerate access collaborative ne fanno già uso più di 30 unità; e l’auspicio è di accelerare ulteriormente l’adozione di questa tecnologia.

Un altro punto cruciale per il direttore clinico per l’innovazione del Nhs è coltivare l’innovazione in casa: “I nostri medici hanno grandi idee ma non hanno gli strumenti per sviluppare le loro aspirazioni imprenditoriali. Se vogliamo rendere davvero popolare e virale un’idea la si deve trasformare in un’impresa” [2]. Proprio in quest’ottica e al fine di prevenire la fuga di cervelli dei migliori talenti imprenditoriali del Nhs, è stato avviato nel 2015 il Nhs clinical entrepreneur training programme che è diventato oggi il più grande programma di formazione imprenditoriale al mondo nel settore sanitario. Nei primi tre anni ha già portato alla raccolta di 164 milioni di sterline e alla creazione di 175 startup.

Parallelamente il Nhs si sta attrezzando per selezionare e sperimentare secondo etica le nuove tecnologie da introdurre nella pratica clinica e nell’organizzazione sanitaria. “Non dobbiamo scartare ciò che vi è di nuovo prima di averlo testato e provato in modo appropriato, né dobbiamo introdurre rapidamente proposte innovative che non hanno attraversato lo stesso rigoroso processo che pretendiamo in altri ambiti”, sottolinea Young [2]. Oltre ad avere pubblicato un codice etico nello sviluppo e impiego di tecnologie basate sui data [3], il Nhs ha recentemente avviato, in collaborazione con l’Accelerated access collaborative, un laboratorio di intelligenza artificiale – Nhs AI Lab – dove sviluppare e testare l’innovazione all’interno di confini sicuri ed etici per i pazienti. Un programma ambizioso, con un finanziamento di 250 milioni di sterline, per fare del Regno Unito il posto migliore al mondo in cui investire nella sanità, rassicurando il pubblico, i pazienti e i medici che le tecnologie basate sui dati e le applicazioni dell’intelligenza artificiale sono sicure ed efficaci, e vengono introdotte nel rispetto della privacy [4].

Bibliografia

[1] Young T. Transforming clinical innovation, an update of NHS England’s AI, digital and clinical entrepreneurship programs. AIMed Europe 2019, Londra 17-19 settembre 2019.
[2] Young T. Disrupting healthcare systems through innovation. Shaping the Future of Pediatrics, Rome 2-4 ottobre 2019.
[3] Department of health & social care. Code of conduct for data-driven health and care technology. Luglio 2019.
[4] Morley J, Joshi I. The Nhs Artificial intelligence Lab: how to get it right. Gov.uk blog, 30 ottobre 2019.

gennaio 2020

Lascia un commento