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Il rapporto ambiente-salute si traduce nel progetto Rias

Verso una rete nazionale ambiente e salute.

Carla Ancona, Francesco Forastiere

Gruppo di lavoro Rias, Dipartimento di epidemiologia, Servizio sanitario regionale Lazio, Asl Roma 1

By Ottobre 2018Ottobre 1st, 2020No Comments
Progetto Rias

L’integrazione delle attività tra il settore ambientale e quello sanitario è di importanza fondamentale per proteggere la salute dai rischi derivanti dalla contaminazione ambientale e per garantire luoghi abitativi e di lavoro che tutelino la salute dei residenti e dei lavoratori. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) stima che nella regione europea dell’Oms interventi strutturali di risanamento ambientale potrebbero ridurre la mortalità generale di quasi il 20 per cento. Mentre il rapido sviluppo sociale ed economico, unito all’eredità di degrado ambientale (e alla sua interazione con altri significativi determinanti della salute), causano impatti potenzialmente rilevanti sulla salute, esiste un grande potenziale per un guadagno di salute complessivo, se venissero presi in considerazione i determinanti ambientali. Basti pensare che il solo inquinamento atmosferico nel nostro paese è responsabile di decine di migliaia di morti premature e di un aumento importante della morbosità per molte malattie croniche [1].

Azioni concrete sul territorio
Purtroppo la sensibilità generale sul tema in Italia non è stata rilevante e i vari governi si sono succeduti da decenni senza affrontare le criticità ambientali con la dovuta coerenza. Solo oggi, grazie al movimento Fridays for Future, la sensibilità sembra essere rinnovata.

È necessario rafforzare il paese nella propria capacità di occuparsi di questioni ambientali.

In linea con i recenti orientamenti in materia di salute ambientale, come riflesso negli atti della sesta conferenza ministeriale su ambiente e salute (Ostrava, Repupplica Ceca, 2017) e della prima conferenza mondiale dell’Oms sull’inquinamento atmosferico (Ginevra, 2018), è necessario rafforzare il paese nella propria capacità di occuparsi di questioni ambientali con le conseguenti ripercussioni sanitarie e promuovere il processo di cambiamento dando responsabilità maggiori a coloro che sono impegnati nella sanità pubblica e nell’assistenza sanitaria di base.

La multiformità degli interventi necessita di una ricomposizione in una rete.

In Italia esiste una lunga tradizione nella valutazione degli effetti dei fattori di pressione ambientale sulla salute che coinvolge da una parte il Sistema sanitario nazionale (Ssn) e dall’altra il Sistema nazionale per la protezione ambientale (Snpa). I dati dei sistemi informativi sanitari, dei registri di mortalità e di incidenza tumorale, quelli delle malformazioni congenite e dei mesoteliomi, i sistemi di sorveglianza nazionali sugli effetti delle ondate di calore e sullo stato di salute nei siti contaminati permettono il monitoraggio degli effetti dell’esposizione a diverse fonti di inquinanti sulla salute, con una particolare attenzione alle possibili disuguaglianze di genere, di età e sociali. La produzione è ricca e le iniziative nazionali su questi temi sono numerose. Il programma del Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ccm) del Ministero della salute ha finanziato numerose iniziative per lo studio dell’impatto sulla salute dell’inquinamento atmosferico [2], del rumore [3], dei siti industrialmente contaminati [4], ondate di calore, rifiuti [5] e anche il sistema ambientale risulta molto attivo e ha avviato numerose attività di comunicazione per gli operatori e i cittadini.

Questa multiformità di interventi necessita di una ricomposizione in una rete in grado di armonizzare e potenziare l’azione degli enti impegnati sui temi ambiente e salute. Non si può ignorare, infatti, che si registrano ancora numerosi aspetti critici nelle attribuzioni delle competenze tra le strutture delle agenzie sanitarie regionali e il Ssn, una formazione generale su questi aspetti ancora carente ed eterogenea, un linguaggio difforme e differenze interregionali che rendono necessari programmi di azione e di formazione coordinati, coerenti e non settoriali.

Occorrono programmi di azione e di formazione coordinati, coerenti e non settoriali.

Il Rias risponde all’esigenza di uniformità
Il progetto Rete italiana ambiente e salute (Rias) del Ccm nasce dunque con l’intento di consolidare il coordinamento delle componenti istituzionali sul tema ambiente e salute in Italia attraverso il coinvolgimento e il lavoro congiunto delle strutture ambientali e sanitarie. L’integrazione ambiente e salute è un’esigenza molto sentita dalle strutture ambientali e sanitarie che operano sul territorio, in particolare a livello delle regioni e dei dipartimenti di prevenzione delle aziende sanitarie locali. La mancata definizione formale della figura professionale dell’esperto nella valutazione dell’impatto sanitario delle esposizioni ambientali rappresenta un ulteriore fattore di criticità. Si tratta di una figura professionale nuova (non solo in veste di sanitario) con caratteristiche manageriali e un background che gli consente di comprendere, utilizzare ed integrare, con approccio multisettoriale, il contributo differenziale delle molteplici discipline e figure professionali coinvolte (scienze ambientali, epidemiologia, tossicologia, economia). Tale figura è necessaria per dare risposta a specifici quesiti e problematiche sia ambientali che sanitarie, grazie alla capacità di coordinare e valorizzare il lavoro di squadra, integrando il contributo di esperti che agiscono di concerto, ognuno con la propria specifica formazione, expertise e ambito di attività

Il Rias si focalizza sui temi dell’integrazione istituzionale con la finalità di superare la settorialità dei processi valutativi e formativi.

L’impegno nella formazione
L’obiettivo principale del progetto Rias è lo sviluppo di sinergie tra strutture sanitarie e strutture del sistema nazionale per la protezione ambientale con la prospettiva di condividere ed integrare le conoscenze e i dati disponibili, seguendo un approccio interistituzionale. Il progetto prevede inoltre un’attività di formazione con l’obiettivo di soddisfare i bisogni di conoscenza sui temi ambiente e salute. Nell’ambito del Piano nazionale della prevenzione 2014-2019, il progetto EpiAmbNet (rete italiana di epidemiologia ambientale) è stato un esempio recente di attività educativa che ha coinvolto numerose regioni italiane, ma la formazione non è ancora completa in modo capillare e uniforme su tutto il territorio nazionale. Gli operatori del Ssn e quelli del Snpa soffrono, soprattutto in alcune regioni, dell’assenza di un programma formativo organico e condiviso che fornisca loro i necessari strumenti conoscitivi. Conoscenze, linguaggi e pratiche comuni sono, ad oggi, carenti con conseguenze negative sull’operato dei servizi e dei medici di medicina generale. La situazione è ulteriormente aggravata dalla carenza formativa a livello universitario sia nei corsi di laurea sia nei corsi di specializzazione. Il tema salute e ambiente è, in effetti, assente o solo marginalmente affrontato ad ogni livello della formazione universitaria. Anche i corsi di formazione specifica in medicina generale (tranne che per alcune regioni nelle quali sono stati inseriti seminari specifici) sono spesso carenti rispetto ai temi ambiente e salute poco considerati da una medicina che punta più alla cura del singolo paziente che alla prevenzione nella popolazione.

Il progetto Rias si focalizza dunque sui temi dell’integrazione istituzionale, della formazione e della valutazione di impatto ambientale e sanitario, con la finalità di superare la settorialità dei processi valutativi e formativi, e la frammentarietà delle discipline che concorrono a delineare la complessa problematica del rapporto salute-ambiente.

Bibiografia

[1] Progetto Viias – Valutazione integrata dell’impatto su ambiente e salute dell’inquinamento atmosferico.
[2] Epiair – Inquinamento atmosferico e salute: sorveglianza epidemiologica e interventi di prevenzione.
[3] Sera – Studio sugli effetti del rumore aeroportuale.
[4] Sentieri – Studio epidemiologico nazionale dei territori e degli insediamenti esposti a rischio da inquinamento.
[5] Sespir – Sorveglianza epidemiologica sullo stato di salute della popolazione residente intorno agli impianti di trattamento rifiuti.

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