Paura/Coraggio ArticoliL'ultima parola

Oltre le mura, senza paura

Il pensiero del filosofo della modernità liquida.

Zygmunt Bauman
By Luglio 2019Luglio 24th, 2020No Comments

Nella sua forma pura e non manipolata, la paura esistenziale che ci rende ansiosi e preoccupati è ingovernabile, irreprimibile e perciò paralizzante. Il solo modo per non vedere la terribile verità è ridurre quell’enorme, schiacciante paura in frammenti più piccoli e maneggevoli, ridurre la questione cruciale della nostra impotenza a una serie di piccoli compiti “pratici” che possiamo sperare di saper eseguire. Il modo migliore per attenuare il terrore che non può essere sradicata è preoccuparsi e “fare qualcosa” per superare i propri affanni.

[Dal libro: La solitudine del cittadino globale. Milano: Feltrinelli, 2000]

La città, costruita all’origine per sicurezza – per proteggere i residenti all’interno delle mura cittadine dalle cattive intenzioni degli invasori provenienti dall’esterno –, oggi “viene ormai associata più al pericolo che non alla sicurezza”, per dirla con Nan Elin. Nell’età postmoderna “il fattore paure è correttamente cresciuto, come rivela il numero sempre maggiore di macchine chiuse a chiave, porte sprangate e sistemi di sicurezza, la popolarità delle comunità “recitante” e “sicure” per ogni gruppo di età e di reddito, e l’aumentata sorveglianza negli spazi pubblici, per non citare gli innumerevoli segnali di pericolo che i mezzi di informazione emettono.

I timori dei contemporanei, le “paure” tipicamente “urbane”, a differenza di quelle che un tempo portarono alla costruzione delle città, riguardando innanzitutto “il nemico che è all’interno”. Questo tipo di paure porta a preoccuparsi meno dell’integrità e della solidità della vita nel suo complesso – cioè come forma di proprietà collettiva e collettiva garanzia delle condizioni di sicurezza individuale – che non dell’isolamento e della “fortificazione” del proprio ambito privato, casa e annessi, all’interno delle città. Le mura un tempo costruite attorno alla città, ora attraversano la città stessa, in una pluralità di direzioni. Quartieri controllati da guardie, spazi pubblici strettamente sorvegliati ad accesso riservato, guardie armate ai cancelli e porte azionate da comandi elettronici sono tutte misure di sicurezza che riguardano quei concittadini con cui non si vuole avere a che fare, e non sono più rivolte contro gli eserciti stranieri o i banditi da strada, i predoni o gli altri pericoli in gran parte sconosciuti, in agguato fuori delle porte della città.

Non lo stare insieme, ma l’evitarsi e lo star separati sono diventate le principali strategie per sopravvivere nelle megalopoli contemporanee. Non è più questione di amare o odiare il prossimo: tenere il prossimo a distanza risolve il dilemma e rende superflua la scelta; elimina le occasioni nelle quali bisogna scegliere tra amore e odio.

[Dal libro: Dentro la globalizzazione. Bari: Editori Laterza, 2000]

Possiamo profetizzare che, a meno di essere imbrigliata e addomesticata, la nostra globalizzazione negativa, che oscilla tra il togliere la sicurezza a chi è libero e offrire sicurezza sotto forma di illibertà, renderà la catastrofe ineluttabile. Se non si formula questa profezia, e se non la si prende sul serio, l’umanità ha poche speranze di renderla evitabile. L’unico modo davvero promettente di iniziare una terapia contro la crescente paura che finisce per renderci invalidi è reciderne le radici: poiché l’unico modo davvero promettente di continuarla richiede che si affronti il compito di recidere quelle radici. Il secolo che viene può essere un’epoca di catastrofe definitiva. O può essere un’epoca in cui si stringerà e si darà vita a un nuovo patto tra intellettuali e popolo, inteso ormai come umanità. Speriamo di poter ancora scegliere tra questi due futuri.

[Dal libro: Paura liquida Milano: Feltrinelli, 2000]

Vivere con coraggio non è facile, perché avere coraggio significa anche soffrire e sacrificare qualcosa di sé. Ma il lusso di vivere senza rischio non è concesso in questo mondo. – Zygmunt Bauman

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