Priorità Timeline

Parole nuove per un problema antico

Definire le priorità obbliga a tornare su percorsi già esplorati da Forward: la complessità del prendere decisioni e la centralità dell’interrogarsi sui valori.

By Dicembre 2018Luglio 30th, 2020No Comments

Un neologismo che ha avuto fortuna – prioritizzazione – tanto difficile da pronunciare, quanto rischioso per la tendenza a essere usato eccessivamente o a sproposito. Determinare le priorità in sanità dovrebbe andare di pari passo con l’attenzione alla sintesi, con l’impegno per una valutazione misurata e precisa della realtà e dei possibili correttivi: al contrario, la diffusione dell’attività di prioritizzazione ha portato alla moltiplicazione delle questioni fondamentali, dei problemi essenziali, delle preoccupazioni sostanziali.

Se tutto diventa una priorità, nulla finisce con l’esserlo.

L’incontro internazionale del G20 svolto a Buenos Aires ai primi di dicembre 2018 ha dichiarato che la priorità è l’attenzione allo sviluppo precoce dell’infanzia. Nello stesso giorno, lo European brain council ha presentato al Parlamento europeo la proposta per rendere le politiche di controllo e cura della depressione prioritarie nelle agende dei paesi membri dell’Unione europea. Contemporaneamente, la Water research foundation ha dichiarato che la priorità è la ricerca dei nuovi contaminanti nelle acque utilizzate dalla popolazione e i social media raccomandano di considerare con urgenza la neutralità della rete, gli effetti negativi dei cambiamenti climatici, l’abbandono dell’approccio assicurativo alla sanità statunitense e si potrebbe continuare (quasi) all’infinito. Se tutto diventa una priorità, nulla finisce con l’esserlo.

Difficilmente, nella storia recente della sanità pubblica, ritroviamo episodi che possano candidarsi a pietre miliari nella prioritizzazione. Un esercizio meno difficile e forse più utile si è rivelato il ricostruire alcuni dei passaggi chiave sulla riflessione metodologica del priority setting ed è quello che proponiamo in queste pagine. Intenzionalmente abbiamo voluto conservare le grafiche originali degli schemi che via via sono stati proposti dai ricercatori che si sono interessati a questo argomento. Diventa più intensa la discussione sui criteri utili a informare la determinazione delle priorità, aumentano le dimensioni che contribuiscono a definirla, cresce la complessità del percorso. Noor Tromp e Rob Baltussen hanno analizzato la letteratura esistente sulla determinazione delle priorità in sanità identificando 31 criteri che hanno ordinato in sei principali aree corrispondenti a specifici obiettivi di sanità pubblica (vedi figura 1). Categorizzare i criteri è importante per fornire ai decisori un supporto concreto, proponendo loro una sorta di griglia utile a verificare la rispondenza delle alternative alle principali dimensioni considerate nel fare scelte di sanità pubblica. I due autori hanno voluto precisare che, oltre a quelli riportati, c’è un criterio di valutazione più generale e trasversale a tutti gli altri: la qualità delle prove di efficacia. Un inventario come quello elaborato da Tromp e Baltussen può servire da sostegno in un processo di decision-making necessariamente orientato a specifici contesti.

Figura 1. Mappa dei criteri per il priority setting sanitario (Modificata da Tromp N et al. BMC Health Serv Res 2012.)

(Modificata da Tromp N et al. BMC Health Serv Res 2012.)

Il limite principale segnalato anche dagli autori è nella difficoltà di categorizzare aspetti molto rilevanti come quelli etici. Volendo anticipare una prima conclusione – che speriamo non riduca l’interesse per farsi coinvolgere da questo nuovo approfondimento del progetto Forward – potremmo dire che ragionando di prioritizzazione è inevitabile ripercorrere almeno due dei sentieri che abbiamo già esplorato nei mesi precedenti: quello delle scelte e delle decisioni, sicuramente. Ma forse soprattutto quello dei valori.

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