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Conclusioni

Antonio Addis, Luca De Fiore

Rendere la speranza possibile

Antonio Addis, Dipartimento di epidemiologia, Servizio sanitario regionale del Lazio, Asl Roma 1
Luca De Fiore, Il Pensiero Scientifico Editore

Lo scorso anno con Andrea Carrozzini e con le amiche e gli amici dell’Ambulatorio popolare Roma est ragionavamo sulla possibilità che il progetto Forward lo avessimo inventato perché non ci fosse più bisogno di farlo. Abbiamo continuato a ragionare su questa eventualità lungo dodici mesi. A un anno di distanza, ascoltando le parole di Silva Bon e la sua riflessione sulle parole viventi, abbiamo cambiato idea. Nonostante talvolta questa evidenza possa sorprenderci per la tentazione della rassegnazione e della pigrizia, anche noi tutti siamo creature viventi. Dunque, finché non solo le parole sono creature viventi, ma anche noi che le ascoltiamo, ci sarà sempre bisogno di interrogarci sulle parole, anche tornando su quelle già affrontate ma osservandole e approfondendone il significato in modo diverso.

Una delle cose di cui siamo più felici è che i partecipanti a questo incontro stanno diventando più giovani. Se dovessimo ripartire da un termine più volte evocato durante questa giornata, la scelta ricadrebbe senz’altro sulla parola “speranza” che, riprendendo anche gli interventi di alcuni dei relatori, è oggi proporsi come un outcome in sé. Ci piace pensare che abbiamo contribuito a renderla tale anche noi più “anziani” con questi progetti, queste riflessioni, questi scambi e dibattiti. I giovani che oggi ci ascoltano potrebbero così avere il compito di raccogliere la sfida di Sir Michael Marmot, provando con un lavoro paziente ma determinato a invertire l’ordine delle parole: da “rendere possibile la speranza” a “rendere la speranza possibile”.