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Progresso scientifico ed evoluzione tecnologica, cambiamenti demografici, globalizzazione, criticità, digitalizzazione: il confine sempre più sfumato tra benessere e salute, tra supporto sociale e assistenza sanitaria sta modificando anche gli strumenti e le modalità della comunicazione e del confronto sulla salute. È venuto il momento di ripensare l’informazione e la comunicazione sulla cura, sulle terapie, sui medicinali?

 

La comunicazione sulla salute e sui farmaci

La pandemia ha segnato un “prima” e un “dopo” anche per quanto riguarda la comunicazione della salute. In questi due anni da tutti sono stati commessi errori, tra cui l’incapacità di spiegare la differenza tra una comunicazione basata su dati verificati e l’opinione del singolo esperto. Aspetti su cui chi si occupa di comunicazione e informazione in sanità oggi deve ragionare per evitare che accada di nuovo. Questi due anni, però, sono anche stati un incredibile acceleratore di processi che stanno portando enormi benefici all’interno del sistema. Ne ha parlato Giulio Notturni, responsabile comunicazione e relazioni esterne dell’assessorato alla Sanità e integrazione sociosanitaria, Regione Lazio, durante il suo intervento di apertura della seconda edizione di Fast Forward.

Comunicare la salute a un’intelligenza collettiva

Nello spazio digitale la comunicazione sulla salute arriva da tanti punti di vista: account affidabili, altri meno, altri ancora che generano disinformazione. È giusto tenerlo in considerazione, ma l’importante è essere consapevoli che sui social media si devono utilizzare le strategie di comunicazione che vengono impostate dai social media stessi. A Fast Forward ne ha parlato Davide Bennato, docente di Sociologia dei media digitali dell’Università di Catania.

Adulti e vaccinati: dialogare con cittadini informati

I social media sono uno strumento potentissimo perché ci danno la possibilità di ascoltare i cittadini, capendo cosa pensano, di cosa hanno paura. Come dice Roberta Villa, giornalista scientifica, che ha partecipato alla seconda edizione di Fast Forward, “l’obiettivo di chi fa comunicazione non deve essere convincere, ma creare empowerment”.

La comunicazione su salute e medicinali: domande in cerca di risposte

Le regole per l’informazione sui farmaci sono datate, si riferiscono a un mondo che è completamente cambiato. Ma anche gli attori, i contesti e i bisogni di informazione si sono modificati nel tempo. È venuto quindi il momento di ricostruire una nuova cultura della comunicazione sulla salute e sui farmaci, a partire dalla trasparenza e dal superamento del concetto di rappresentanza a favore di quello della partecipazione. Ne parla Antonio Addis,  Dipartimento di epidemiologia del Ssr del Lazio Asl Roma 1, durante la seconda edizione di Fast Forward. “La sfida è quella di una rivisitazione completa della materia, raccogliendo gli stimoli che derivano dall’emergenza dettata da covid-19”.

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