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19 gennaio 2018

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L’intelligenza artificiale cambierà la sanità? La survey di Forward

Un sondaggio condotto nell’ambito del progetto Forward che ha coinvolto circa 700 professionisti sanitari ha fotografato come viene percepito l’ingresso dell’intelligenza artificiale e del machine learning nel sistema salute.
Operatori e dirigenti sanitari si mostrano parzialmente ottimisti sui vantaggi prospettati dalle applicazioni dell’intelligenza artificiale e dal machine learning, sono tuttavia critici sul alcuni aspetti, come per esempio la tutela della riservatezza dei dati individuali.
  1. IL CAMPIONE

Il questionario della survey conteneva 13 item su come le applicazioni dell’intelligenza artificiale cambieranno il sistema salute dalla gestione dei dati alla ricerca fino alla pratica medica, più un paio di item che raccoglievano le informazioni anagrafiche degli intervistati. Il questionario è stato inviato agli iscritti alle newsletter del Pensiero Scientifico Editore indirizzate a medici specialisti, infermieri, tecnici, assistenti socio-sanitari e dirigenti sanitari. Complessivamente hanno risposto 696 professionisti sanitari, per il 37% del nord Italia, il 33% del centro e il 30% del sud e isole.

 

 


 

  1. ANALISI DEI RISULTATI

La survey di Forward suggerisce che il sentiment dei professionisti sanitari italiani non è del tutto in linea con le aspettative rilevate da alcuni studi di mercato (vedi p. 16) secondo cui i sistemi di intelligenza artificiale e machine learning rafforzeranno i processi di diagnosi medica per immagini e supporteranno le attività di cura del paziente. Solo poco più della metà dei partecipanti alla survey si dichiara pienamente o abbastanza d’accordo con le affermazioni che l’intelligenza artificiale ridurrà gli errori nel formulare le diagnosi (60%) e guiderà i clinici nelle scelte terapeutiche (56%). Il 60% è scettico sulla possibilità che saranno i sistemi automatizzati a preparare le future linee guida. Le applicazioni dell’intelligenza artificiale nei processi diagnostici vengono percepite dai professionisti sanitari come uno supporto e non un sostituto delle competenze umane: la quasi totalità dei rispondenti (88%) non ritiene infatti che la figura del radiologo sia destinata a diventare del tutto superflua. La maggioranza (74%) confida che gli algoritmi non comporteranno un maggiore numero di errori clinici.

Intelligenza artifi ciale e machine learning riduranno gli errori nel formulare la diagnosi?

Intelligenza artifi ciale e machine learning renderanno estremamente personalizzata l’assistenza al paziente?

Anche se parzialmente fiduciosi sui vantaggi clinici e metodologici prospettati dai sistemi di intelligenza artificiale per l’healthcare, i professionisti sanitari sono incerti su come cambierà la relazione medico-paziente. Solo poco più della metà del campione considera che l’introduzione di sistemi automatizzati garantirà una personalizzazione dell’assistenza sanitaria al paziente (56%).

Emerge una visione più ottimista riguardo le potenziali ripercussioni nella ricerca clinica: una netta maggioranza si aspetta che intelligenza artificiale e machine learning cambieranno modalità e conduzione degli studi clinici (83%) e che miglioreranno la precisione nell’identificazione dei candidati all’arruolamento nei trial clinici (73%).

Tuttavia più della metà degli intervistati (61%) afferma che questa trasformazione metterà a rischio la riservatezza dei dati individuali.

Intelligenza artificiale e machine learning renderanno superflua la figura del medico radiologo?

Intelligenza artificiale e machine learning cambieranno il modo con cui si disegnano e conducono le sperimentazioni cliniche?

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