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    Management della ricerca

I pilastri della ricerca

Antonio Addis, Dipartimento di Epidemiologia, Servizio sanitario regionale del Lazio

Nella narrazione del sistema ricerca medico-scientifica del nostro paese vi sono due elementi che ricorrono frequentemente: le scarse risorse disponibili e gli ostacoli posti della normativa di riferimento. In questo numero, Forward ha cercato di allargare lo sguardo e capire se non vi siano anche altre aree con cui è possibile favorire una ricerca utile al miglioramento della cura e dell’assistenza dei cittadini.

La governance della ricerca è fatta di molti ingredienti, in cui non solo i fondi disponibili e le regole rappresentano dei fattori limitanti. La possibilità di offrire un percorso di carriera valido ai ricercatori del Servizio sanitario nazionale e altresì la crescita delle competenze necessarie a chi sta intorno al lavoro del ricercatore, sono elementi indispensabili per un ecosistema capace di accogliere e promuovere l’innovazione. È improbabile che la sola semplificazione delle norme o l’accelerazione dell’accesso alle nuove tecnologie possano da sole fare la differenza.

La governance della ricerca è fatta di molti ingredienti, in cui non solo i fondi disponibili e le regole rappresentano dei fattori limitanti.

A chi è capitato di partecipare ai progetti internazionali non può essere sfuggita l’abissale differenze tra le numerose competenze messe in campo dalle squadre degli altri paesi rispetto alla partecipazione del nostro singolo ricercatore, lasciato da solo a giocare tutte le parti richieste (scientifiche, amministrative, legali, ecc.). Forward mostra quanto fare ricerca, anche in ambito medico, sia oggi diventato un lavoro molto complesso che richiede la sinergia di competenze diverse fra loro, tutte importanti per fare in modo che la scienza prodotta generi conoscenze e tecnologie, con cui stimolare in un circuito virtuoso ancora nuova scienza utile alla salute.

Non basteranno quindi delle buone idee e dei bravi ricercatori per migliorare il futuro della ricerca biomedica del nostro paese, né tanto meno il finanziamento di un numero maggiore di singoli progetti. La vera svolta passa attraverso la consapevolezza che in questo campo gli investimenti strutturali non si ricavano sfruttando il tempo residuo di chi poi la ricerca la deve fare operativamente. L’infrastruttura necessaria per la ricerca – il management, il networking, i requisiti regolatori, l’interazione con i comitati etici e i decisori o con il pubblico – richiede lo sviluppo di un nuovo modo di intendere il lavoro del ricercatore biomedico, ancor più se pensato all’interno della missione propria del Servizio sanitario nazionale.

 

Il research management inteso come “unmet need”

A cura dei rappresentanti delle aziende sponsor del gruppo Forward

Il segreto per vincere è una gestione costante e attenta
TOM LANDRY

Definiamo management la disciplina che, all’interno di un’organizzazione, coordina gli sforzi delle persone per portare a termine obiettivi, utilizzando le risorse disponibili in modo efficace ed efficiente.

Mai come in tempi recenti è stata forte la consapevolezza che il research management sia uno degli unmet needs del sistema medico-scientifico italiano. L’individuazione dei bandi europei, la preparazione della domanda, il monitoraggio del progetto e la realizzazione delle rendicontazioni sono alcune delle attività che richiedono competenze amministrativo-gestionali specifiche, le stesse che potrebbero facilitare l’internazionalizzazione della ricerca, le stesse che permettono di riconoscere nella ricerca una attività istituzionale del Sistema sanitario nazionale. Competenze che, se fossero presenti, permetterebbero ai ricercatori di svolgere a pieno l’attività scientifica. Competenze che liberano la competitività.

Ma non basta. Poiché la ricerca necessita tanto di uno sbocco pratico nel mondo reale a vantaggio dei pazienti, quanto di tutela dei propri risultati, sarebbe di peculiare importanza, a livello regionale, la presenza di uffici di trasferimento tecnologico. Emergono dunque nuovi bisogni, e la trasformazione della ricerca reca con sé inevitabilmente anche quelli delle idee e dei saperi. Punto di partenza: il mondo accademico, garante della formazione delle nuove figure professionali.

Il gruppo Forward per questo numero ha pensato di affrontare il tema del research management; in particolare si è confrontato su quali siano le problematiche del sistema attuale, le possibili soluzioni e gli obiettivi ultimi per permettere alla
ricerca e a chi ne fa parte di essere vincenti.

dicembre 2017

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